Ernie e scoliosi. Il futuro è diventato presente

Il professor Stefano Romoli, responsabile della Chirurgia della colonna dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi

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Firenze, 19 marzo 2026 – Il mal di schiena è una delle prime cause di visita medica e di assenza dal lavoro. Quando persiste può essere sintomo di problemi più seri che richiedono valutazione specialistica. Negli ultimi dieci anni la chirurgia della colonna ha vissuto una trasformazione radicale: tecniche mininvasive, navigazione 3D, robotica, simulazioni preoperatorie e intelligenza artificiale hanno aumentato precisione e sicurezza, soprattutto nel trattamento di patologie degenerative, oncologiche e traumatiche.

Tutto questo sarà al centro del simposio ‘10 anni di chirurgia della colonna’, che si terrà il 19 e 20 marzo al Grand Hotel Baglioni di Firenze, presieduto e organizzato da Stefano Romoli. Responsabile della Chirurgia della colonna dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi, dove è attivo uno dei sistemi di navigazione robotica più avanzati in Italia nel settore pubblico. Il convegno di Firenze accoglierà contributi autorevoli da tutta Italia e Europa, un’occasione per fare il punto sulle innovazioni che stanno cambiando concretamente il modo di trattare il mal di schiena e le deformità vertebrali.

Dottor Romoli, quando il mal di schiena è un campanello d’allarme?

"Nel 95% dei casi non è pericoloso: di solito dipende da contratture, posture scorrette, sforzi o stress e migliora in pochi giorni o settimane con riposo relativo e terapia medica. È necessario invece approfondire se compaiono formicolii, debolezza o perdita di sensibilità alle gambe, problemi di vescica o intestino, dolore notturno persistente, febbre, calo di peso, traumi o mancato miglioramento dopo 2-3 settimane. In questi casi vanno escluse ernie con compressione nervosa, fratture, infezioni o metastasi".

Ernia del disco: quando si opera?

"Oltre il 90% dei pazienti migliora con terapia conservativa in uno-due mesi. L’indicazione urgente alla chirurgia è il deficit neurologico. Oggi, quando serve, usiamo tecniche mininvasive o endoscopiche: dimissione in genere il giorno dopo e ritorno alle attività quotidiane in circa dieci giorni".

Robotica e navigazione: quali sono i vantaggi reali?

"La chirurgia assistita ha cambiato il nostro lavoro. I sistemi di navigazione avanzata e le simulazioni pre-operatorie aumentano precisione e sicurezza, soprattutto nei casi complessi come deformità o tumori. L’intelligenza artificiale aiuta nella pianificazione: possiamo simulare la correzione di una curva e valutarne l’impatto nel tempo. La tecnologia supporta, ma competenza e responsabilità restano del chirurgo".

Stenosi lombare nell’anziano, occorre sempre intervenire con il bisturi?

"No. Ogni caso va valutato in modo multidisciplinare. L’indicazione chirurgica principale è la claudicatio, cioè la difficoltà a camminare. Nei grandi anziani è fondamentale bilanciare rischio e beneficio. Per il dolore si possono usare infiltrazioni mirate e radiofrequenza. La riabilitazione resta centrale: l’immobilità peggiora la situazione".

Quali sono le prospettive per scoliosi e deformità complesse?

"L’approccio è personalizzato. Si parte dalla terapia conservativa, che può rallentare ma non correggere deformità importanti. Tecnologie mininvasive e robotica aiutano nella pianificazione e nell’esecuzione. Il gold standard resta la chirurgia correttiva con artrodesi (con fusione articolare che blocca in modo permanente le ossa), che consente correzione tridimensionale stabile e riduzione significativa del dolore, soprattutto nelle curve oltre i 30-40 gradi associate a sintomi rilevanti".

Dolore cronico. Non solo chirurgia, ma lavoro con équipe multiprofessionali...

"La chirurgia non è l’unica risposta. Anche dopo un intervento, considerando che il tasso di piena soddisfazione non supera il 70%, un approccio multidisciplinare con fisiatra, terapista del dolore e riabilitazione è spesso decisivo per restituire qualità di vita al paziente".

Al convegno di Firenze si parlerà anche di nuove prospettive...

"Parleremo di innovazione, trattamento delle patologie degenerative e oncologiche, gestione del trauma. Il riscontro è stato superiore alle aspettative, con specialisti da tutta Italia ed Europa. Doveva essere un incontro per celebrare i dieci anni della chirurgia della colonna a Firenze. È diventato un appuntamento scientifico di riferimento".

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