Carlo e Conti junior: “Io, cresciuto senza babbo, sto imparando per Matteo”

Carlo Conti, 65 anni, con il suo libro 'A pesca con il babbo - Manuale di complicità tra padre e figlio' (Pressphoto)

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Firenze, 28 aprile 2026 – Non ama scoprirsi troppo Carlo Conti. Quello lo fa solo in mezzo al mare. Parla, sorride, racconta. Ma tiene la lenza corta, come quando pesca: controllo, niente strappi. È cresciuto senza padre ma non ne ha sentito la mancanza. Poi però ammette che fare il babbo è il mestiere più difficile. Un uomo che si è fatto da solo: autonomia, disciplina, zero retorica. Quasi zen. Solo con il figlio qualcosa cambia. E lo racconta anche nel suo libro, per ragazzi ma non solo, A pesca con il babbo – Manuale di complicità tra padre e figlio.

Carlo, la pesca è attesa e silenzio. Cosa significa per lei?

“Per me che per lavoro parlo sempre mi dà un momento di relax e tranquillità. Prima con la mia barchetta da solo in mezzo al mare, ora insieme a mio figlio Matteo scompare il silenzio”.

È stato più bello imparare a pescare da suo nonno Marino o insegnare a Matteo?

“Il nonno si limitava a darmi indicazioni su filo e amo, poi condividevo la pesca con mio cugino… Trasmettere questa........

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