Verso uguaglianza e libertà. Il voto del ’46 che cambiò l’Italia

Una bellissima vignetta realizzata dalla classe

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Quest’anno ricorre l’anniversario degli 80 anni dal primo voto delle donne. Abbiamo scelto di scrivere questo articolo per approfondire e mantenere sempre alta l’attenzione dell’opinione pubblica su quello che accadde nel lontano 2 Giugno 1946. Il diritto di voto alle donne è stato, infatti, una grande conquista e la storia lo insegna. Nel secolo scorso in Italia, come nel resto del mondo, le donne erano considerate cittadine inferiori. Pensiamo che il cammino verso l’uguaglianza e la parità dei diritti sia stato lento e purtroppo non ancora del tutto terminato. Dalla fine del XIX sec sono nati movimenti per reclamare parità giuridica e sociale. Le suffragette chiedevano migliori condizioni di lavoro e il diritto al voto. Finalmente nel 1848 in alcuni stati americani le donne arrivarono al voto. Nella Prima guerra mondiale si sono impegnate per necessità e in responsabilità normalmente riservate agli uomini. Durante il Fascismo sono tornate a ricoprire la figura di custode delle necessità della famiglia. Nell’esperienza della resistenza le donne hanno ricoperto figure importanti: staffette, informatrici, hanno combattuto imbracciando le armi, diventando riferimento nella lotta contro l’occupazione dittatoriale. La fine della Seconda guerra mondiale, nel nostro Paese, segna un punto cruciale e di non ritorno. Soltanto nel Consiglio dei ministri del 1945 fu valutata per la prima volta l’estensione del voto alle donne. Finalmente, nel 1946, quest’idea divenne realtà. Una meta fondamentale, considerate al pari degli uomini, potevano recarsi ai seggi e essere votate.

Il 2 Giugno del 1946 furono chiamate alle urne per decidere se l’Italia dovesse rimanere una Monarchia o diventare una Repubblica. Milioni di donne in fila per votare, dignitose e fiere. Nel primo anno furono elette addirittura 6 donne sindaco e una parlamentare. Fu un momento importante che ancora oggi ci emoziona. Recentemente un film italiano su questo argomento ha ottenuto un successo planetario: “C’è ancora domani”. Nonostante la durezza di realtà mostrate, riguardanti aspetti della società patriarcale del tempo, ci ha fatto riflettere: il cambiamento è sempre possibile!

Abbiamo scoperto, infatti, donne di grandissimo valore che nel secolo scorso, tra mille difficoltà, si sono distinte: la scienziata Rita Levi di Montalcini e l’astrofisica Margherita Hack. Nel mondo le donne sono ancora in una situazione di grande svantaggio, per motivi religiosi e culturali. La strada da fare è tanta ancora e ovunque, perché il retaggio culturale che ci portiamo dietro è pesante e ben radicato, ma ci piace concludere con le parole lasciateci in parte da Madre Teresa di Calcutta: “Ieri è passato, oggi è un dono, c’è ancora domani”.

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