Ma Lucca è poco ‘alla pari’. Il 60,3% di donne lavora contro il 72,4% di uomini

La presentazione del bilancio di genere del Comune di Lucca, uno dei tre realizzati nel 2025 nell’ambito di «Alla Pari»

Articolo: Donne, lavoro a ostacoli: "Più istruite degli uomini ma guadagnano meno"

Articolo: Lavoro? Guadagni inferiori del 20%: "Anche questa si chiama violenza"

Articolo: Le donne e il lavoro. Il convegno bipartisan che cerca soluzioni vere

Studiano di più e arrivano più facilmente alla laurea. Eppure, quando si parla di lavoro, restano indietro. A Lucca solo il 60,3% delle donne è occupato, contro il 72,4% degli uomini. Un divario netto, che si riflette anche dentro le istituzioni: a Palazzo Orsetti le donne sono quasi i due terzi dei dipendenti comunali (il 63,3% su 539 lavoratori), ma tra i dirigenti si fermano al 27,3%.

E non è solo una questione di numeri. Cambia anche la percezione della città. Appena il 48% delle donne si sente sicura a camminare da sola la sera, contro il 66,7% degli uomini.

È davvero la stessa Lucca, vista con occhi femminili e maschili? A raccontare questa differenza di sguardi è il bilancio di genere del Comune di Lucca, uno dei tre realizzati nel 2025 nell’ambito di "Alla Pari", il progetto triennale promosso dalla Provincia di Lucca grazie a un bando della Regione Toscana. Gli altri due bilanci hanno riguardato Villa Collemandina e San Romano in Garfagnana. L’obiettivo è chiaro: contrastare la violenza di genere e promuovere una reale parità tra donne e uomini.

A illustrarne i risultati è stata la dottoressa Giovanna Badalassi, curatrice dei bilanci, intervenuta martedì a Palazzo Ducale durante una mattinata di studio dedicata al primo anno di attività e alle prospettive future. Sul tavolo, un’altra criticità che riguarda Lucca e l’intera provincia: il peso dei compiti di cura.

"Ogni 100 donne tra i 15 e i 49 anni ci sono 16,2 bambini sotto i 4 anni, mentre il rapporto tra donne tra i 50 e i 64 anni e over 80 raggiunge il 70,3%", ha spiegato Badalassi, dati in linea con la media provinciale (15,9% e 69,3%). La conclusione è netta: insieme alla maggiore longevità femminile, questi numeri rafforzano il ruolo delle donne come principali caregiver familiari. Sono ancora loro, in larga parte, a farsi carico dei più fragili. Eppure, a Lucca si vive bene: il 90,2% delle donne giudica positiva la qualità della vita (contro l’87,2% degli uomini). Una soddisfazione diffusa che convive però con disuguaglianze persistenti.

Nelle aree interne il quadro è simile. A Villa Collemandina, in Garfagnana, lavora il 55,9% delle donne contro il 66,1% degli uomini; l’inattività per motivi familiari riguarda il 19,5% delle donne (2,2% gli uomini). A San Romano in Garfagnana pesa invece la mobilità: nel 2019 si spostava per studio o lavoro il 57,7% degli uomini e il 50,8% delle donne; solo per lavoro, 42% contro 33,4%.

È proprio questo il senso dei bilanci di genere: leggere territori e politiche con una lente diversa, valutando l’impatto delle scelte su uomini e donne e correggendo le disuguaglianze.

Per riuscirci, però, serve un cambio culturale. Lo ha ricordato l’assessora regionale Cristina Manetti: progetti come "Alla Pari" entrano nelle scuole per coinvolgere i giovani su relazioni, emozioni e parità. Nel 2025 sono state attivate 22 proposte formative nelle scuole della provincia, con oltre 30 classi di 13 istituti e circa 500 studenti coinvolti. Nel 2026 l’obiettivo sale a 800 studenti, puntando soprattutto sugli istituti comprensivi: intervenire presto, ha spiegato la consulente Maria Teresa Leone, significa prevenire stereotipi e pregiudizi.

"Alla Pari", coordinato dalla Provincia di Lucca e sostenuto dalla Regione Toscana, coinvolge associazioni e centri antiviolenza del territorio. Dopo Lucca, Villa Collemandina e San Romano in Garfagnana, nel 2026 toccherà a Capannori, Massarosa e Camaiore; nel 2027 a Barga e Coreglia Antelminelli. Un percorso lungo, ma con una direzione chiara: rendere i territori davvero alla pari.

© Riproduzione riservata


© La Nazione