Gli striscioni rossoneri dividono il centrosinistra
Uno degli striscioni dei tifosi rossoneri comparsi in varie zone della città e al centro di una polemica che divide il centrosinistra
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Il "caso striscioni" accende non solo il confronto con la maggioranza, ma anche le tensioni nel centrosinistra. Nei giorni scorsi sui social è esplosa la bufera per un post pubblicato da Ilaria Vietina sull’affissione di alcuni striscioni riconducibili alla tifoseria della Lucchese. Vietina ha parlato di "affissioni abusive", chiedendo un’applicazione uniforme del regolamento sul decoro urbano. L’intervento voleva sollecitare controlli e sanzioni, ma ha provocato solo reazioni negative: molti l’hanno giudicata una polemica sterile e sproporzionata, ricordando la presenza in città di altri striscioni – tra cui quelli pro Palestina - senza analoghe contestazioni. A sinistra c’è chi sostiene che "con queste lamentele si regalino voti a Pardini" e chi sui social ironizza: "Il centrosinistra nel 2027 giocherà a tressette, alla meno, cioè a perdere".
Critiche che non arrivano solo fuori dal "palazzo": anche una parte dell’opposizione ha infatti preso le distanze. Vasti segmenti del centrosinistra si dicono infatti "stanchi di un attivismo "personalistico" e orientato a costruire una candidatura a sindaco", scelta ritenuta "legittima ma prematura e portata avanti con metodi e scelte che rischiano di rafforzare la giunta Pardini". Una parte del centrosinistra punta infatti a un rinnovamento più profondo, chiedendo volti, metodi e priorità nuove, e un cambio di pagina rispetto alle precedenti esperienze amministrative. La vicenda degli striscioni diventa così il simbolo di una frattura politica che va oltre la polemica social.
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