Buscemi non ci sta: "Assolto in fase penale" |
L’interno di un’aula di tribunale (foto d’archivio)
Articolo: Caso Buscemi: reato di stalking prescritto, ma dovrà risarcire la ex compagna
Articolo: Disabile soffocato da un boccone: "Medico assolto anche in appello"
Articolo: Stalking prescritto: "Deve risarcire l’ex"
"La difesa della mia ex compagna ha dimenticato di sottolineare un dato saliente, cioè che in fase penale, nel 2016 il sottoscritto è stato completamente assolto dalle accuse mosse a suo carico". Lo afferma in una lunga nota l’attore e regista, Andrea Buscemi, riferendosi alla nota della difesa dei giorni scorsi con la quale si dava conto del respingimento da parte della Corte di Cassazione del ricorso dello stesso Buscemi contro la richiesta di risarcimento della donna.
"Nell’unico vero processo che si è svolto in tutta la vicenda giudiziaria, durato tre anni - ricorda l’ex assessore alla cultura del Comune di Pisa - e durante il quale sono state sviscerate accuratamente tutte le surreali contestazioni, si arrivò a dire che il sottoscritto avrebbe sequestrato la querelante assieme all’attrice Nathalie Caldonazzo e altre amenità simili, tanto che la mia accusatrice fu iscritta dal pm nel registro degli indagati per calunnia. Successivamente la Corte d’Appello fiorentina, in un’unica udienza durata un paio d’ore, senza aprire l’istruttoria riformò in parte la sentenza e dichiarò la prescrizione, precisando che riteneva si dovesse comunque stabilire un risarcimento in fase civile".
Buscemi poi ripercorre la vicenda giudiziaria e dice che "durante tutto il procedimento ho avuto l’impressione di un atteggiamento poco rassicurante da parte delle tre giudici fiorentine, impermeabili a ogni nostra contestazione, che l’8 marzo 2023 mi dichiararono responsabile di alcuni illeciti francamente di modesta entità e ordinarono una perizia sulla donna per verificare se e quanti danni avesse causato il mio comportamento".
E sottolinea che la Cassazione ha rigettato il suo ricorso "perchè le scelte attinenti la modalità del procedimento sono tutte ‘a discrezione dei giudici’, e dunque appare tutto regolare". Infine, l’attore e regista conclude che i suoi legali "stanno studiando i termini per la revocatoria della sbalorditiva sentenza, in base agli art.395-396 c.p.c. e mi rivolgerò alla Corte europea per i diritti dell’uomo a Strasburgo (che si è già espressa a favore della mia accusatrice, ma solo in merito alla durata del procedimento penale)".
© Riproduzione riservata