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Addio al campo nomadi: “Entro la fine del mandato l’area Tagliate torna pubblica”

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09.03.2026

Sarebbero solo 3 i nuclei familiari rimasti nell’area del campo nomadi delle Tagliate: ecco il progetto del Comune

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Lucca, 9 marzo 2026 – “Campi nomadi? Ci stiamo lavorando ed entro la fine del mandato, soprattutto l’area di via delle Tagliate, tornerà nella disponibilità pubblica”: lo ha ribadito il sindaco Mario Pardini durante l’ultima registrazione sui propri social di “Un caffè con Mario”, la rubrica nella quale il primo cittadino risponde alle domande che gli pervengono dai lucchesi. Si tratta di una conferma di un provvedimento più volte ventilato in questi anni e oltretutto l’obiettivo è parte integrante del programma politico di molte delle forze che sono in coalizione.

“Non è da ora – aggiunge Pardini – che c’è l’impegno a riportare nella disponibilità pubblica quelle aree, siamo a buon punto”. Nel campo di via delle Tagliate, infatti, sarebbero rimaste solo un pugno di famiglie, con le altre che, essendo in graduatoria negli alloggi popolari, hanno via via abbandonato la struttura dove non si sono contate la creazione di discariche abusive e dove le forze dell’ordine più volte sono intervenute con veri e propri blitz.

Al posto del campo dovrebbero sorgere impianti sportivi che si unirebbero a quelli già esistenti, ovvero il campo di atletica e il palazzetto, che in futuro dovrebbe essere sostituito da due nuove strutture ultramoderne e funzionali. Da ricordare che a poca distanza dal campo nomadi di via della Tagliate sorge anche quello di via della Scogliera.

I due principali insediamenti di nomadi sul territorio comunale hanno una storia alquanto controversa. Il più antico, quello su via della Scogliera, sorse grazie all’interessamento di Maria Eletta Martini, prendendo vita nella golena del fiume e occupa terreni inspiegabilmente venduti ad alcuni nomadi vista la particolare (e rischiosa) collocazione, mentre una porzione di esso trova posto su un’area ancora in mano al Comune.

Accanto, nel 1999, fu creato un campo di sosta, dunque temporaneo, nei pressi del cimitero urbano, peraltro in una zona dove sorgeva una discarica. All’interno di esso furono predisposte numerose piazzole e servizi igienici, che nel corso degli anni sono stati più volte completamente distrutti dai fruitori della struttura. Le spese periodiche per la manutenzione si sono andate così ad aggiungere a quelle per le sistematiche ripuliture che Amit prima e Sistema Ambiente poi hanno dovuto effettuare per bonificare periodicamente la zona.

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