FiPiLi, un’altra estate di passione. “Ma nel 2027 partiranno i lavori” |
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Firenze, 13 aprile 2026 – (di Fabrizio Morviducci) Aspettando i “grandi lavori“, la FiPiLi si mette in sicurezza. La Città Metropolitana sta portando avanti quelli straordinari, con la sostituzione dei giunti nei vari viadotti lungo il tracciato. Un piano complesso che prevede un intervento subito da 2 milioni e altri sette lotti entro il 2027 che la Regione ha finanziato con 6,8 milioni di euro. Il primo a partire e finire entro l’anno sarà il cantiere per i lavori di sostituzione dei giunti sul viadotto Tora sul ramo di Livorno (appunto un valore di 2 milioni). Gli altri cantieri apriranno sui viadotti Crespina (Pisa) per 800mila euro; Zannone (Livorno) 1,2 milioni; Isola e Orcina (Livorno) 1,2 milioni; Margherita e Bretella Stagno (Firenze) 1 milione 50mila euro; Navicelli e ponte mobile (Livorno) 800mila; Monte Castello e Scolmatore Arno (Pisa) 1 milione e 50 mila; Laviano (ramo Pisa) 450mila euro. Le risorse non bastano mai per le migliorie della FiPiLi che comunque sono portate avanti da Città Metropolitana. La Regione ha fatto della FiPiLi una “linea del Piave“ per provare ad allentare la pressione sugli oltre 50mila pendolari che ogni giorno imboccano questa strada. Il governatore Giani sta lavorando con l’assessore Boni alla costituzione di Toscana strade, la società in house individuata per la “manutenzione e la realizzazione delle opere sulla rete stradale regionale, a partire dai 98 chilometri della FiPiLi, nell’ottica di velocizzare i cantieri e garantire ai cittadini un migliore servizio” come evidenziato negli atti. I primi cantieri invece per il potenziamento dell’infrastruttura dovrebbero partire invece dal 2027 e andare avanti fino al 2028. Previsti interventi di allargamento della carreggiata e corsie e allargamento a tre carreggiate nelle uscite più critiche. Da Ginestra a Empoli, da Lastra a Signa all’A1, da Pontedera al bivio Pisa-Livorno. Il primo vero intervento strutturale è stata la corsia d’emergenza da 1,2 chilometri inaugurata nell’aprile scorso a Scandicci in direzione mare. Sulla questione pedaggio ai Tir infuria ancora la polemica. Ma difficilmente si tornerà indietro, visto che servono finanziamenti per la manutenzione e i mezzi pesanti sono ritenuti i principali artefici del deterioramento del manto stradale.
(di Carlo Baroni) – I gironi infernali della Fi-Pi-Li sono pronti, con le buche ancora più profonde dell’anno scorso, ad accogliere – dopo le prove generali di Pasquetta – anche la nuova estate di code, rallentamenti e disperazione. Sono anni che la “veloce” che unisce Firenze al mare è al centro di polemiche. Una strada strategica per l’economia della Toscana costretta a sopportare un carico di traffico superiore alle capacità – nacque, del resto, malfatta e sottodimensionata svelando subito i suoi malanni –: si parla di 50mila veicoli al giorno, compresa una buona fetta di mezzi pesanti che la preferiscono all’A11. La Regione Toscana prima della fine dell’anno, ha preso impegni precisi per iniziare a curare le grandi piaghe della Fi-Pi-Li, monitorate ogni giorno da gruppi Facebook e, da poco, anche da una radio, messi in piedi dai pendolari «dannati» a percorrerla. Sarà la volta buona? A che punto siamo? L’assessore ai trasporti e infrastrutture, l’aretino Filippo Boni, ha una certezza: la risposta a tutto è «Toscana Strade», la società in house che dovrà occuparsi della superstrada.
Assessore, qual è crono il programma per la società di cui si parla da tempo?
«E’ in corso l’iter. Siamo al lavoro. Questione di settimane e si fa in giunta e poi in consiglio. Contiamo di avere Toscana Strade in piedi entro la fine del 2026 per poter iniziare a mettere mano a questa arteria trafficatissima, ma anche molto sofferente, e tuttavia fondamentale per la nostra Toscana, con tutti gli interventi che sono necessari».
Quando saranno realizzate le prime opere?
«Posso dire già nel 2027: ovviamente gli interventi saranno scanditi negli anni, sia per questioni economiche che logistiche dovute al mantenimento della circolazione stradale, seguendo una mappa di priorità che sono state individuate».
C’è stato uno studio molto articolato dell’università di Pisa al riguardo. Giusto?
«Abbiamo preferito che fosse la scienza a esprimersi, più che la politica. E, come noto, è emerso da questo elaborato molto capillare e approfondito che ha messo sotto la lente la superstrada, che i problemi più impellenti e gravi sono nel tratto della provincia fiorentina, in entrambe le direzioni. E’ il tratto più trafficato e, ad oggi, il più carente. Da qui la nuova società inizierà a realizzare anche le indispensabili mini terze corsie con cantieri accuratamente studiati per avere il minore impatto possibile: lavorazioni per lo più a lato strada, quindi con un impatto, contiamo, fortemente ridotto sulla circolazione nelle due corsie».
Resta il nodo pedaggio per i mezzi pesanti che è stato anche al centro di tante polemiche e proteste. E’ un’ipotesi ancora in piedi?
«Ricordo che è stato pensato per i tir superiori a 35 tonnellate. Il varo di Toscana Strade sarà accompagnato anche da tutta la progettualità necessaria, comprese le decisioni e le modalità del pedaggiamento della Fi-Pi-Li per una certa categoria di mezzi, appunto».
I prossimi mesi saranno quindi ancora di cura ordinaria?
«Certo, a questo pensa la Città Metropolitana di Firenze che ha un programma ben preciso che riguarda controlli dei viadotti, monitoraggio del manto stradale, valutazioni statiche e di conseguenza interventi di manutenzione. Toscana Strade, alla quale sono già stati destinati 10 milioni, farà un altro lavoro: interventi strutturali per adeguare la Fi-Pi-Li, alle attuali esigenze».
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