L’omaggio della città a Cesare Salvestroni |
Due momenti della cerimonia di ieri mattina
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Celebrata ieri la cerimonia ufficiale di posa della Pietra d’Inciampo dedicata a Cesare Salvestroni (1897-1944). La pietra, un piccolo blocco di ottone lucente è incastonata nel selciato di via Ferdinando Capponi 11, all’angolo con via San Tommaso, luogo simbolico dove Salvestroni, prima del tragico epilogo della sua vita, svolgeva la propria attività lavorativa.
Alla cerimonia hanno preso parte oltre al sindaco Michele Conti, l’assessore alla scuola Riccardo Buscemi, il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori, con Laura Geloni, Presidente Aned Pisa; Bruno Possenti, Presidente del Comitato Provinciale AnpI Pisa; Maurizio Gabrielli per omunità Ebraica di Pisa ed Ester e Muzio Salvestroni, figli di Cesare Salvestroni, in sedia a rotelle. "Un doveroso omaggio – alla memoria di Cesare Salvestroni - dichiara l’assessore alla Scuola del Comune di Pisa, Riccardo Buscemi - concittadino che ha saputo testimoniare, con il coraggio delle proprie scelte, il valore della libertà e della dignità umana. La posa della Pietra d’Inciampo nel luogo in cui svolgeva la sua attività lavorativa rappresenterà un momento di profonda riflessione per tutta la comunità pisana. Ricordare Salvestroni significa rinnovare l’impegno a custodire la memoria di chi si oppose al nazifascismo pagando con la vita la propria coerenza e il proprio impegno per la libertà. Ed è un’occasione importante, soprattutto per le giovani generazioni, affinché comprendano quanto siano preziosi e mai scontati i valori della democrazia, della pace e della convivenza civile".
Cesare Salvestroni, reduce della Prima Guerra Mondiale e più volte decorato, rifiutò di aderire al regime fascista e contribuì alla fondazione del Partito d’Azione a Pisa. Fu anche un abile tiratore, partecipando alla spedizione italiana della Società del Tiro a Segno a Stoccolma nel 1929, competendo nella specialità “pistola libera”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu membro della Giunta Militare del Comitato di Liberazione Nazionale.
Venne arrestato l’11 marzo 1944 dalle Feldgendarmerie e rinchiuso nelle carceri di Firenze. Qui sostenne numerosi interrogatori e torture, senza rivelare notizie compromettenti per la Resistenza. Fu perciò inviato nel campo di Mauthausen e successivamente in quello di Ebensee, dove morì il 2 marzo 1945 a seguito dei maltrattamenti subiti.
La Pietra d’Inciampo rappresenta un tributo alla sua memoria e al sacrificio di tanti che, come lui, hanno dato la vita per la libertà e la democrazia.
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