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Lungarno Acciaiuoli, il colore bianco della nuova spalletta divide

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08.04.2026

La lunga striscia bianca ben visibile da Borgo San Frediano

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Firenze, 8 aprile 2026 – Più che d’argento sembra un Arno al vetriolo quello che scorre – solo apparentemente placido – tra il Ponte Vecchio e Santa Trinita in questa primavera sbocciata con forza a Pasqua, giorno principe del turismo fiorentino, che ha offerto al primo tsunami di turisti sbarcati uno scorcio di centro storico alterato.

Scomparse le antiche pietre

Come raccontato ieri da La Nazione, infatti, sotto le spallette del lungarno Acciaiuoli – al termine dell’intervento di rafforzamento anti-piene – sono scomparse (tranne che in un tratto) le antiche pietre. Cancellate, un po’ come si faceva a scuola con la scolorina dopo una frase sbagliata, da una ’mano’ di bianco che corre tra i due ponti più nobili della città.

L’Autorità di bacino: tutto sbagliato. Giani: tavolo di confronto

E così ora la presidente dell’Autorità di bacino Gaia Checcucci parla di “ultimo di una serie di errori di un progetto sbagliato a monte” mentre il governatore Eugenio Giani, tessendo le lodi a “un’eccezionale processo di messa in sicurezza della città dalle piene dell’Arno” assicura che sul colore sotto le spallette “aprirà un tavolo di confronto”.

Per Checcucci con questo progetto “in caso di piena dell’Arno rischia di salvarsi mezza Firenze sì e mezza, quella in Oltrarno, no” tanto che in Borgo San Jacopo, senza innalzamento delle spallette, “i provati saranno costretti a dotarsi, a spese loro, di comparti stagni”.

“Dal punto di vista estetico posso solo parlare da cittadina e dico “Attenzione, abbiamo toccato gli Uffizi, il Ponte Vecchio. Spero che questo bianco accecante non sia il colore finale e che le sponde vengano ’sporcate’”.

Gaia Checcucci è – passateci il gioco di parole – proprio un fiume in piena. La copertura delle antiche pietre sotto le spallette del lungarno Acciaiuoli è solo “l’ultimo sbaglio di una lunga serie all’interno di un progetto in cui noi non siamo stati coinvolti perché nel 2022 il nostro parere, a differenza di oggi non era vincolante”.

“Qui – insiste – siccome le opere a monte sono ancora indietro dopo anni, se pensiamo che i primi soldi arrivarono nel 2004 con Matteoli ministro, si è fatto un intervento da 16 milioni di euro che però, ripeto rischia di essere un’opera a metà”. “Sulla questione del colore posso invece solo pronunciarmi da cittadina e spero proprio che ci sia un piano per ’sporcare’ le sponde perché un bianco così accecante a livello estetico in una zona di pregio come questa non ha senso”.

Il governatore Eugenio Giani torna a rimarcare invece dal canto suo l’importanza dell’opera nel suo insieme. “Non mi soffermerei troppo sul colore sotto le spallette anche perché a cambiare tonalità ci penserà eventualmente proprio l’acqua del fiume. – esordisce – Ma al netto delle battute stiamo parlando di un intervento nel suo complesso enorme perché per la prima volta mettiamo in sicurezza per sempre il centro storico della città. Stiamo portando a termine il sistema di casse di espansione che, tra Pizziconi, Prulli e Restone, avrà una capacità di ricezione di 15 milioni di metri cubi di acqua”. Proprio nei giorni scorsi, come già ricordato, è stata posata la prima pietra del cantiere per realizzare la cassa di espansione di Prulli. 

Le polemiche sul colore

Tornando sul colore, mai così ’impattante’ nonostante già in passato si fosse rimesso mano ai muraglioni, Giani smorza le polemiche. “Sono pronto al confronto – assicura – potremmo aprire un tavolo con Autorità di bacino, Palazzo Vecchio e Soprintendenza e prendere una decisione comune”.

In Regione a polemizzare sulla tonalità dei muraglioni c’è anche il capogruppo di Forza Italia Marco Stella: “Dopo il cubo nero sulla sommità dell’ex teatro comunale, adesso abbiamo il muro bianco sotto le spallette di lungarno Acciaiuoli. Chi ha fatto i lavori, ha pensato bene di coprire con una bella mano di colore le pietre: sembra un battiscopa”.

“Evidentemente – conclude il segretario regionale azzurro – a Palazzo Vecchio sono così occupati a mandare i propri funzionari e operatori in giro a controllare Airbnb e fare le multe alle auto, che si sono dimenticati di controllare due opere che hanno rovinato lo skyline di una delle città più belle del mondo, visitata ogni anno da milioni di turisti proprio per la perfezione del suo reticolo urbanistico, i suoi monumenti, i suoi palazzi, le sue chiese e il suo panorama unico”.

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