Truffano un’anziana fingendosi carabinieri: arrestati dopo inseguimento sull’A1

Una pattuglia dei carabinieri

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Firenze, 13 marzo 2026 – – Si è conclusa con un inseguimento in autostrada e con due arresti la truffa ai danni di una donna di 71 anni avvenuta nella tarda mattinata del 10 marzo a Firenze. I malviventi hanno utilizzato la tecnica, purtroppo ormai diffusa, dei finti appartenenti alle forze dell’ordine, ma la reazione della vittima e il rapido intervento dei carabinieri hanno permesso di fermarli poco dopo sull’A1.

La donna si è subito insospettita

Secondo quanto ricostruito dai militari del nucleo radiomobile di Firenze, la donna era stata contattata telefonicamente da alcuni complici che, spacciandosi per carabinieri, le avevano annunciato un controllo sui gioielli nell’ambito di una presunta indagine per rapina. Poco dopo si è presentato alla porta un uomo che, qualificandosi come appuntato dell’arma, è riuscito a convincerla a consegnare alcuni monili in oro per una verifica.

L’anziana però si è insospettita e, quando l’uomo ha lasciato l’abitazione, lo ha seguito all’esterno ed è nata anche una 

breve colluttazione. La donna è riuscita a recuperare parte dei preziosi prima che il truffatore salisse a bordo di una Citroën C3 grigia, dove lo attendeva un complice, e si allontanasse in direzione del casello di Firenze sud.

Le ricerche in autostrada

Scattato l’allarme, la centrale operativa dei carabinieri ha avviato immediatamente le ricerche. Una pattuglia del radiomobile, ipotizzando che l’auto avesse imboccato l’autostrada A1 in direzione Roma, si è messa sulle tracce del veicolo riuscendo a intercettarlo all’altezza di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo.

A bordo dell’auto, risultata noleggiata da una società della Campania, i militari hanno identificato due uomini di 28 e 40 anni, entrambi originari della provincia di Salerno. La perquisizione personale e del veicolo ha permesso di recuperare il resto della refurtiva, che è stata restituita alla proprietaria.

I due sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata in concorso e rapina impropria. L’autorità giudiziaria di Arezzo, competente per territorio, ha convalidato l’arresto disponendo per entrambi la custodia cautelare in carcere.

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