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Viareggio Cup, le ripercussioni. Niente visti per l’espatrio. Rinunciano 4 squadre africane

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08.03.2026

E le formazioni statunitensi saranno sorvegliate a vista dalla polizia

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Le tensioni internazionali innescate dal via libera del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro l’Iran hanno avuto un brutto contraccolpo non solo sull’economia mondiale (oltre che sulla vita di milioni di persone) ma anche, nel ‘nostro piccolo’ sul torneo di Viareggio che prende il via domani pomeriggio alle 15 allo stadio dei Pini-Bresciani: nelle ultime ore, infatti, quattro formazioni africane hanno dovuto alzare bandiera bianca per le restrizioni imposte da tutti i governi e anche dalle ambasciate straniere per la concessione dei visti per l’espatrio, necessari per poter prendere parte alla manifestazione. "Stiamo facendo salti mortali – ha spiegato il presidente del Centro Giovani Calciatori Viareggio, Alessandro Palagi (nella foto) – per far sì che la manifestazione celebri l’edizione del 2026: di fronte alle difficoltà, lo dimostra la storia del Cgc, siamo sempre riusciti a compattarsi e a fare qualcosa di importante. E’ quello che stiamo facendo in queste ore".

Da ieri mattina infatti è arrivata la rinuncia di quattro squadre africane: il Rangers Enugu (Nigeria), inserito nel girone B, sostituito dalla Vis Pesaro; il Nexus Football Academy (Nigeria) nel girone C, al suo posto la Lucchese; nello stesso girone niente da fare per un’altra formazione nigeriana, l’RBM Sports, che per il momento non è stata sostituito. Niente torneo di Viareggio anche per i ragazzi ghanesi del Koforidaud, al loro posto la Pistoiese. Le prossime ore dovranno chiarire il palinsesto completo della manifestazione.

Ma ci sono altre criticità, nel senso che i venti di guerra internazionali, con gli Stati Uniti in copertina, hanno posto l’attenzione delle autorità di pubblica sicurezza sulla presenza di tre squadre (due maschili e una femminile) americane: con discrezione, questi gruppi di ragazzi e ragazze saranno seguiti nel corso della manifestazione. Insomma grande attenzione per un torneo giovanile che dalla prima edizione è sempre stato un’espressione della volontà di ammantare di distensione il panorama internazionale. Se poi in giro per il mondo c’è gente ce se non ha un elmetto in testa non si sente realizzato – se Freud fosse ancora in vita avrebbe dei casi difficili da prendere in esame – questo è un altro discorso. Nel suo piccolo, la Viareggio Cup un messaggio di pace lo lancia sempre: lo dice la storia della manifestazione.

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