Odissea di un invalido. Mini-alloggio con muffa: “Non ci sono soluzioni”
L'assessore Sara Viola
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Sarzana, 8 marzo 2026 – Centesimo in graduatoria e praticamente abusivo. Mauro Cattolico, il cinquantenne sarzanese residente da sei anni in un appartamento dell’Arte nel quartiere Trinità in via Pecorina, è invalido al cento per cento e deve ricorrere all’ossigeno. Ma vive in una casa di 30 metri quadrati insieme alla compagna e al figlio minorenne. Un minuscolo alloggio pieno di muffa ovunque, inadeguato alla sua precaria salute e alle esigenze di tre persone, manca anche lo spazio per il figlio.
L’uomo aveva lanciato alcuni giorni fa un appello attraverso la cronaca de “La Nazione”, chiedendo pubblicamente (dopo vane interlocusioni private con vari enti) un alloggio più grande ma soprattutto nelle condizioni igieniche adeguate al suo stato. Una situazione che apre molti interrogativi, quella di Cattolico, attualmente senza lavoro per le sue condizioni respiratorie, in peggioramento a causa della legionella che lo ha costretto anche a lasciare l’occupazione l’anno scorso. Al servizio pubblicato sulle nostre pagine era seguito l’interesse di trasmissioni televisive nazionali, in particolare ’Diario del giorno’ su Rete 4, condotto da Serena Scampini, che per due volte si è interessato del caso.
Al momento, nulla ha migliorato la condizione abitativa della famiglia, neanche i ripetuti appelli al Comune, ad Arte e all’Asl a cui Cattolico aveva chiesto aiuto senza pretese, con assoluto rispetto delle istituzioni. Ma la situazione non solo non è migliorata: le prospettive non sono affatto buone. L’assessora del Comune di Sarzana, Sara Viola, intervistata da Serena Scampini, ha spiegato l’iter per il quale Cattolico ebbe la sistemazione attuale: con un provvedimento emergenziale, viste le sue condizioni di salute: “Emergenziale dal 2020 e con scadenza a due anni. Il nucleo familiare è supportato, è in graduatoria. Le domande inoltrate sono state cinquecento, questa amministrazione cerca di trovare soluzioni”.
Il Comune non ce la fa, non ha appartamenti, e non ci sono soldi per ristrutturare, riesce ad assegnare tra i venti e trenta alloggi l’anno. Cattolico, quindi, è pure a contratto scaduto: non sarebbe in regola in quella casa, di cui però paga regolarmente l’affitto, passato negli ultimi tempi – a causa della rottura del motore dell’ascensore ricaduta sugli inquilini – da 120 euro a 249 mensili. Cattolico deve sperare nello snellimento della graduatoria ma è centesimo: questo significa che ci sono una novantina di situazioni peggiori della sua, un problema dalle dimensioni preoccupanti.
L’uomo, nonostante la sua situazione di salute, è disposto a rimboccarsi le maniche ed è iscritto alle liste del collocamento mirato: “Sto distribuendo dei curricula per riprendere a lavorare – ha detto il 50enne –, l’unico mestiere che posso fare nelle mie condizioni è l’autista. Sto aspettando una risposta dall’ultimo colloquio che ho fatto”. Si potrebbe aprire un’opportunità con le residenze ricomprese nel progetto Pinqua, per le quali sarà fatto un bando a cui la famiglia potrà partecipare. Questo il futuro, ma l’impellenza è ora.
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