La setta e i luoghi dei reati: "Tra i cittadini c’è sgomento. Non immaginavamo tanto" |
Le indagini della Polizia
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"Tra i cittadini c’è sgomento e inquietudine. Attorno a quel casolare si percepiva un certo alone di mistero, ma mai l’idea di una simile struttura e di reati penali". Lo smantellamento della setta "Conoscenza e Libertà" ha gettato un’ombra di inquietudine nelle comunità al confine tra Umbria (Pietralunga) e Marche (Apecchio) dove sorge il casolare. L’inchiesta della Procura di Perugia ha svelato una realtà occulta che aveva la propria base nelle campagne dell’Altotevere in una zona piuttosto isolata a ridosso delle Marche, Apecchio. Qui la notizia ha suscitato sgomento e incredulità tra i residenti, molti dei quali avevano incrociato i membri della struttura senza sospettare la gravità dei reati ora contestati. Il sindaco Vittorio Nicolucci racconta "di circa cinque persone che hanno cercato lavoro e residenza in paese, alcuni però sono andati via. Nessuno di noi poteva ovviamente pensare ad una cosa simile… C’era un certo alone di mistero visto che parlavano di ‘corsi di erboristeria’ e di una ‘visione del mondo di un certo tipo’, ma sono cose che si sentono un po’ ovunque, di certo nessuno immaginava…". Il sindaco sul presunto capo della setta riferisce di "non averlo mai visto. Qualcuno dice che era stato ad Apecchio in passato per fare dei raduni al confine nella zona di Pietralunga fino a che, dopo qualche anno, comprarono la struttura". Intanto restano in carcere il sedicente maestro Alfredo Mangone, la moglie Tatiana Ionel e Antonio Accomando, fermati nell’ambito dell’inchiesta che vede indagate sei persone a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, estorsione e violenza sessuale.
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