Il ritorno delle bancarelle in centro. Festa che unisce passato e presente. Attesi migliaia di visitatori per 4 giorni |
Tra fichi secchi, porchetta e varie attività, la tradizione che segna il passaggio dall’inverno alla primavera e riporta alla spensieratezza dei giorni di gioventù. Merce in città, animali in mostra al Foro Boario.
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Il ritorno delle Fiere di Mezzaquaresima è sempre un motivo di piacere per la comunità , anche perché da una parte indica la vicinanza della Pasqua (mancano soltanto due settimane) e dall’altra è una sorta di spartiacque stagionale, con l’inverno che sta per cedere sempre più il passo alla primavera, nonostante la tradizione sia legata spesso ad acqua e freddo. Non a caso, il 21 marzo sarà quest’anno proprio il giorno centrale della manifestazione, cadendo di sabato. Magari – questo sì – l’edizione 2026 sarà ancora accompagnata dall’ora solare e quindi la luce naturale non durerà fino alle 20. Fino a qualche decennio fa, l’epilogo era al sabato: adesso, anche la domenica rientra a pieno titolo nella kermesse che rivoluziona (ma sempre in maniera gradita) le abitudini della gente del Borgo. Il motivo è semplice: le Fiere, le bancarelle, le confezioni di fichi secchi (simbolo della manifestazione), il piatto di porchetta, i profumi dei croccanti e dei brigidini hanno il potere di fermare il tempo e di riportare ognuno di noi ai tempi spensierati della giovinezza, quando il giovedì – primo giorno – erano chiuse persino le scuole, a testimonianza del clima di festa che ruotava attorno a questo appuntamento, vero cardine di una tradizione commerciale che per significa storia.
Il giro per le Fiere suscita vecchie suggestioni, l’acquisto dei fichi secchi e della porchetta è una sorta di obbligo al quale non ci possiamo sottrarre, anche se poi con il tempo hanno preso campo le piadine e altre specialità, vedi quelle della "Piazza del Gusto", ovvero di piazza Torre di Berta e della annessa via Matteotti, dove sarà possibile assaggiare le prelibatezze locali e nazionali e dove anche gli orari si estenderanno alla fascia serale. I tempi cambiano, alcuni fra gli ambulanti veterani delle Fiere non ci sono più o hanno cessato per limiti di età e allora ci sono i nuovi, in un contesto che oramai conosce in primis la parola "commercio online", ma il fascino della bancarella conserva la sua dimensione e sta a testimoniare che il passato – fatto di contatto diretto fra venditore e compratore – non può e non deve essere cancellato, anche perché saggio richiamo a un presente che rischia la deriva della spersonalizzazione dei rapporti. Merce in città, animali al Foro Boario: già, sono loro alla fine questi ultimi i veri artefici, perché proprio le trattazioni sul bestiame costituiscono la causale originale.
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