Il nome di Firenze negli Epstein Files, dal palazzo storico al corso di cucina: viaggi e prenotazioni per il magnate |
Un’immagine di piazza Santa Croce a Firenze (New Press Photo)
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Firenze, 9 marzo 2026 – C’è anche un pezzo di Firenze negli Epstein Files, il mare magnum di documenti resi disponibili dagli Stati Uniti, tramite l’Epstein files transparency act, che ha reso pubblici, consultabili e scaricabili, tutti i file relativi al procedimento penale (si tratta in gran parte corrispondenze mail) nei confronti di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni, morto in carcere nel 2019.
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Il nome della nostra città e del suo hinterland compaiono proprio in una mail inviata a maggio del 2018 da Lesley Groff, l’assistente personale di Epstein che per quasi 20 anni ha gestito l’agenda del magnate. Si tratta, è bene precisarlo subito, di un carteggio digitale su fatti che, al momento, non sono collegati a nessun tipo di reato o circostanza al centro di indagine. Ma, comunque, rese pubbliche negli Epstein Files. Così il nome di Firenze spunta in una mail dell’11 maggio 2018 dove proprio Groff scrive a un’accademia di cucina toscana, chiedendo informazioni per un soggiorno dal 26 maggio al 2 giugno dello stesso anno. Groff chiede informazioni per l’iscrizione di due ragazze al corso di cucina e sul loro soggiorno in una villa storica sulle colline di Firenze. L’assistente di Epstein si preoccupa dell’esclusività della villa che dovrà essere interamente riservata alle due ’girls’.
Per questo, nel carteggio di mail, la donna annuncia di pagare un’extra di 600 euro a ragazza per garantire loro la massima privacy nella villa. Il tutto per una somma totale, fra corso di cucina e soggiorno di 4.600 euro. Oltre alle spese vive per gli spostamenti come 80 euro di extra per un transfer dalla stazione di Santa Maria Novella fino alla villa e anche la prenotazione dei biglietti per una capatina agli Uffizi. Tutto pagato dall’entourage di Epstein. Chi fossero le due ragazze non è noto.
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Il nome di Firenze rimbalza ancora poche volte nei migliaia di file. In una mail del 4 ottobre 2018 una donna, la cui identità resta segreta, scrive direttamente a Jeffrey Epstein e gli chiede aiuto per pagare un soggiorno a Firenze in un noto hotel cittadino per le e sua madre, dal 1 al 12 novembre. Lui gira il carteggio al suo staff che si occuperà di pagare il viaggio (con la carta di Epstein) e prenotare, non prima di aver offerto una rosa di tre hotel di fascia alta alla conoscente di Epstein. Una richiesta simile, ma più precisa, arriva a ottobre 2012, sei anni prima.
Il magnate si trova a Parigi e riceve una mail da una donna che chiede di incontrarlo. Si danno appuntamento sugli Champs-Elysees, ma nell’ultima mail che la donna gli invia c’è una richiesta precisa: “Ti ricordi che avevi detto di potermi aiutare a trovare lavoro nel mondo dell’arte? Non in una galleria, meglio nell’organizzazione di mostra. Perché non a Parigi? Ti ricordi che avevamo parlato anche di Firenze?”. Il 2 maggio 2014 è Palazzo Tornabuoni a finire nel carteggio del magnate. Una sua amica Clare Hazell-Iveagh, contessa of Iveagh segnala a Epstein in una mail informale e scherzosa che Palazzo Tornabuoni è in vendita (“ma è troppo costoso per me” scrive la donna): “Mia sorella è agente immobiliare, Nel caso in cui conosceste qualcuno a cui interessa...”.
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