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La mappa del caporalato: dai campi agli algoritmi, finte coop e subappalti. “Salari indegni per lavoratori invisibili”

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05.06.2026

Carabinieri tra i braccianti nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Potenza

Articolo: I braccianti di Amendolara uccisi “perché non volevano vivere in 10 in una stanza”. La nuova verità sulla strage

Articolo: La vita agra dei braccianti, schiavi dei ’kapò’: all’alba nei campi per 3 euro l’ora. “Una catena di sfruttamento e violenze”

Roma – “I recenti e drammatici fatti di cronaca ci ricordano quanto il caporalato sia un fenomeno ancora profondamente radicato e drammaticamente multiforme”. È l’avviso preoccupato di chi, come il Tenente Colonnello Marcello Egidio, combatte in prima linea ogni giorno contro gli sfruttatori di uomini. Tant’è – spiega la guida del Reparto operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro – che “l’impegno del nostro Comando è assoluto e prioritario rispetto a questi fenomeni criminali, con un presidio costante e rafforzato in quelle aree particolarmente sensibili del Paese, come la Piana di Sibari, dove il rischio di sfruttamento e la vulnerabilità dei lavoratori raggiungono livelli critici”.

Il caporalato è ancora soprattutto agricolo o è diventato un fenomeno anche urbano e industriale?

“Il caporalato purtroppo si evolve con la società, divenendo un fenomeno trasversale. Proprio quest’anno, in cui il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro celebra i cento anni dalla sua costituzione, constatiamo come lo sfruttamento sia ormai una vera e propria patologia che, in presenza di alcune condizioni........

© La Nazione