Dalla Convenzione di Istanbul alla vita reale delle donne

Un momento del convegno

Articolo: Educare al rispetto per prevenire la violenza di genere: studenti a confronto in Palazzo Vecchio

Articolo: Una donna è ancora viva grazie a un suo gesto, Leonardo premiato a Palazzo Vecchio per aver sventato un femminicidio

Articolo: Violenza sulle donne: parla Cassano, giudice in prima linea. “Le leggi da sole non bastano. Ognuno faccia la propria parte”

Firenze, 16 marzo 2026 — Non basta che una norma esista. Perché produca effetti veri, deve entrare nelle prassi, tutelare concretamente e, quindi, incidere nella vita quotidiana delle persone. È attorno a questa consapevolezza che all’Archivio di Stato di Firenze è stato ospitato il convegno “La Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica: riflessioni sulla sua attuazione tra norma e prassi”, promosso dal Soroptimist Club Firenze con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Archivio di Stato.

L’iniziativa nasce con l’intento di aprire uno spazio di approfondimento serio e operativo su uno dei temi più urgenti del nostro tempo, quello del contrasto alla violenza di genere. Un’occasione di confronto tra chi, da prospettive diverse, si misura ogni giorno con le fragilità e le responsabilità che questo fronte impone. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovate istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, professionisti ed esponenti delle realtà territoriali, chiamati a interrogarsi sullo stato di attuazione della Convenzione di Istanbul e soprattutto sul difficile passaggio dalla previsione normativa all’effettività delle tutele.

Interventi di rilievo

Tra gli interventi, quello del questore di Firenze Fausto Lamparelli e del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze Valentina Cosci, insieme a studiosi ed esperti del settore. “La Convenzione di Istanbul è uno dei trattati più impattanti a livello mondiale per il rispetto dei diritti umani – ha commentato la Direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze Paola D’Orsi -, dal punto di vista giuridico, culturale e politico, avendo definito per la prima volta la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione.

Al tempo stesso, la sua attuazione è tuttora una sfida aperta perché persistono disomogeneità territoriali nell’accesso ai servizi di supporto, difficoltà nel garantire una protezione tempestiva alle vittime e la necessità di investire ulteriormente nella prevenzione, nella formazione degli operatori e nel cambiamento culturale. Ringrazio la dottoressa Gallucci e Soroptimist International Club Firenze – conclude D’Orsi - per aver organizzato nella cornice del nostro istituto un prezioso momento di confronto e di dialogo tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e realtà del territorio, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione e viva la consapevolezza dei passi fatti e di quelli da compiere per un pieno e concreto riconoscimento dei diritti delle donne.

In questo percorso, il ruolo delle istituzioni culturali non è secondario. Gli Archivi di Stato custodiscono la memoria delle trasformazioni sociali, delle norme e delle esperienze che nel tempo hanno contribuito a ridefinire i diritti e la posizione delle donne nella società. Il nostro, in particolar modo, è sede dell'Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne "Alessandra Contini Bonacossi” dedicato alla preservazione del patrimonio della memoria femminile dall'età moderna alla contemporanea".

Dichiarazione di Soroptimist

“Per noi è stato un momento di confronto molto significativo tra istituzioni e realtà del territorio - Soroptimist Rosaria Gallucci -. L’incontro ha rappresentato un importante momento di riflessione cui hanno preso parte magistratura, professionisti e realtà del territorio sul tema dell’attuazione della Convenzione e sul passaggio dalla norma alla prassi, affinché le tutele previste trovino piena e concreta applicazione nella vita delle persone.”

Consapevolezza e partecipazione

Il convegno si è rivolto agli operatori e ai soggetti istituzionali impegnati su questi temi, ma anche alla cittadinanza e alle giovani generazioni, per una consapevolezza diffusa, un’educazione, una cultura dei diritti e una partecipazione collettiva capace di riconoscere i segnali, prevenire i rischi e costruire un ambiente sociale meno tollerante verso ogni forma di abuso.

L’appuntamento si inserisce nel più ampio percorso che il Soroptimist Club Firenze porta avanti sul territorio con attività di sensibilizzazione e progetti concreti a sostegno delle donne. Tra questi spiccano anche le due “Stanze tutte per sé”, realizzate a Firenze in collaborazione con le forze dell’ordine, luoghi pensati per l’ascolto e l’accoglienza delle donne vittime di violenza. Segno che, accanto alle parole e ai principi, esiste già una rete di interventi che prova a tradurre la protezione in presenza, ascolto e strumenti reali.

© Riproduzione riservata


© La Nazione