Geofor, 30 mezzi fermi. Pochi autisti e lavaggi

La conferenza stampa delle Unioni sindacali di base di Geofor: nel mirino i carichi di lavoro e la manutenzione dei mezzi usati per i servizi

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Almeno 30 mezzi compattatori fermi perché mancano gli autisti, mancati lavaggi e soprattutto manutenzione scadente degli automezzi. E poi turni fino a nove giorni di seguito degli operatori dello spazzamento urbano, carenza di personale nel comparto amministrativo sottoposto a spostamenti di ufficio e mansioni. E’ la cartolina pasquale a tinte fosche, che le Unioni sindacali di base spediscono a Retiambiente e Geofor.

Stefano Teotino storico sindacalista Usb e operatore di Geofor inquadra tutto così: "Retiambiente non riesce ad assumere il suo vero ruolo industriale e Geofor ne è vittima. Inoltre l’appalto vinto da un’azienda privata per manutenzione e lavaggio mezzi va rivisto di sana pianta. E smettiamo di esaltare le nuove assunzioni visto che in realtà ci sono state peccato sia anche aumentato il bacino di utenza e raccolta".

Mario Versari e Simone Teotino sindacalisti Usb, aggiungono: "Sono stati noleggiati nuovi costipatori e mini compattatori. Per guidare questi mezzi ci vuole la patente C. Non ci sono abbastanza autisti con tale patente quindi, tra i 30 e 40 mezzi stanno fermi. Al contempo però, l’ordinaria e straordinaria manutenzione dei mezzi circolanti non segue un programmato ed organico piano manutentivo. Noi sappiamo se il mezzo ha fatto manutenzione quando ci siamo sopra e possiamo testimoniare di almeno due casi in cui il mezzo ha perso una ruota".

Sempre dal sindacato si apprende che "Sotto l’aspetto operativo invece evidenziamo come la raccolta porta a porta presenta criticità importanti con carichi di lavoro in costante aumento che impediscono ai lavoratori di operare in condizioni di sicurezza e, condizioni di lavoro mai migliorate nonostante le nostre molteplici richieste di interventi strutturali e l’introduzione di nuove tecnologie. Situazioni analoghe si riscontrano anche nei centri di raccolta, dove manca un regolamento di accesso e conferimento chiaro che porta ad avere regolarmente pratiche irregolari nello smaltimento dei rifiuti e fa sì che gli operatori siano costantemente in condizioni di rischio, in quanto si trovano spesso ad operare da soli e senza adeguate tutele. Inoltre questo uso improprio dei centri di raccolti provoca una serie di costi aggiuntivi per la collettività. In generale, rileviamo come l’intero sistema si regga su un uso eccessivo dello straordinario e sul mancato rispetto degli accordi sindacali".

Ed ecco le conclusioni: "Per tutte queste ragioni chiediamo un cambio di rotta immediato: è necessario garantire trasparenza, rispetto dei contratti, tutela dei lavoratori".

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