Firenze, il cavalcavia degli incubi: giacigli, rifiuti, zero regole, “Qui la notte vince la paura”

Una delle discariche presenti nei terreni nella zona tra l’aeroporto e il viadotto dell’autostrada a Novoli

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Firenze, 5 marzo 2026 – Un’isola di nessuno circondata da un nastro d’asfalto dove le auto corrono verso l’autostrada, Novoli, Sesto, aeroporto, Indiano, quel terreno di prati malconci e cemento coperto da graffiti intorno al parcheggio scambiatore e alla fermata Guidoni della T2. Di giorno un non-luogo dove in tutta fretta si fa scambio fra bus, macchina e tramvia, di notte una terra abbandonata, dove trovano rifugio gli ultimi, tanti per costrizione, altri per nascondersi: paradosso proprio lì dove passa tutta la città. E dove tutto può succedere.

Anche che un ragazzino di 17 anni addormentato su Sirio tra i fumi dell’alcool venga adescato, portato sotto i piloni di un cavalcavia e molestato. Com’è successo l’orribile notte del 13 febbraio. Quell’orco, riconosciuto dalla polizia in un 32enne marocchino già pregiudicato, ora si trova in carcere. Ma sotto la ferrovia verde che attraversa tutta l’isola di traffico ancora c’è una striscia di anomia, terreno fertile per la delinquenza. Lungo il posteggio dei bus un carrello della spesa utilizzato dai senza fissa dimora è l’unico flebile indizio.

“Il parcheggio di giorno è tranquillo – spiega un autista di At mentre sale sul torpedone – prima si vedevano vari senza dimora a bivaccare anche di giorno, da qualche mese no. La notte però non è presidiato, qui ci approdano le linee extraurbane e al più tardi si fanno le 22,30. Poi ci sono i bus dei noleggiatori, anche quelli di giorno. Al mattino si trovano spesso preservativi, viene da pensare che la notte sia luogo di prostituzione o qualche giro strano”.

Oltre i margini del piazzalone però il degrado e gli indizi sono più evidenti: nel sottoponte lato viale XI Agosto rifiuti, una busta di vestiti e scarpe, resti di pasto e un cuscino fanno capire che qui la sera qualcuno trova rifugio. Tracce che si fanno ancora più eloquenti nello spartitraffico al bivio tra viale XI Agosto e viale Luder.

Il lato opposto, quello verso la A11, sarebbe recintato, ma un viottolo aggira la grata e si apre un mondo. In questo lembo residui di brace e una griglia, nel fossetto lattine di birra, e, dietro il canneto, cumuli di stracci, bottiglie, scatolette vuote di tonno e carne. È chiara la presenza di un’occupazione.

Nello spartitraffico di là dallo svincolo per tornare verso Novoli poi un giaciglio fatto con telo fuga ogni dubbio. Due valigie aperte e frugate fanno anche pensare che qui ci si fermino i ladri a controllare il contenuto dei bagagli trafugati ai turisti. Qui intorno l’unico presidio sono i distributori di benzina, ed è proprio a uno di questi che la vittima ha trovato il primo soccorso.

Quello aperto 24 ore su 24 è la stazione Beyfin, ma, ci dicono: “Lavoriamo su turni, non ricordiamo chi c’era quella sera, perciò non sappiamo se sia stato qui”. Certo è che sono stati un presidio utile nelle indagini: “La polizia ci ha chiesto i video di quella sera” dicono. Ma a loro volta i benzinai subiscono la situazione del degrado di questo terreno: “A volte li senti vociare tra loro da sotto il ponte, chiaro che ci abitano – racconta il gestore del Q8 –. Qui la notte gira gente brutta, hanno provato a sfondarci la finestra due volte per entrarci, per fortuna senza riuscirci. Meno male chiudiamo alle 20”. Dopo, qui, tra svincoli e rotaie, la città scorre veloce senza fermarsi. Ma sotto quel mostro verde, nell’ombra, resta un vuoto che fa paura.

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