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La tomba del figlio ’sparisce’. Mistero e rabbia al cimitero. “Nessuna comunicazione”

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11.03.2026

La tomba sparisce: proteste e sconcerto dei familiari del defunto al cimitero fiorentino di Trespiano

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Firenze, 11 marzo 2026 – Al cimitero di Trespiano può accadere anche l’impensabile: andare a trovare un proprio caro e scoprire che la tomba non esiste più. Sparita. Cancellata. Come se vent’anni di memoria e di dolore fossero stati spazzati via nel giro di poche ore. È la denuncia di una fiorentina (della quale non riveliamo il nome per tutelare l’anziana madre) che da una settimana all’altra si è trovata davanti a una scena difficile perfino da raccontare: il quadrato dove era sepolto il fratello, morto poco più che quarantenne, completamente spianato.

“Sapevamo che il 17 marzo avrebbero dovuto riesumare la salma perché la concessione era scaduta – racconta – ma non capiamo perché i lavori siano stati fatti con quasi tre settimane di anticipo, senza avvisarci”. Nessun cartello sulla tomba, nessuna comunicazione all’ingresso del cimitero. Solo la terra smossa e il vuoto. “Questa cosa ha aggiunto dolore al dolore che già proviamo per quella perdita prematura”, dice la donna.

“Tabula rasa dell’area”

Il fratello era stato sepolto nel settimo quadrato. Oggi quel luogo non esiste più. Secondo quanto racconta la famiglia, un piccolo mezzo meccanico – un bobcat – avrebbe fatto tabula rasa dell’intera area. “E non si sa neanche che fine abbia fatto la lapide”. Dalle foto e dai video raccolti da parenti e amici si vede un campo completamente livellato. Nessuna lapide. Nessun segno. Come se lì non fosse mai stato sepolto nessuno. “Negli ultimi giorni io e gli amici di mio fratello siamo tornati più volte per portare un mazzo di fiori – continua G.E. – ma ci siamo dovuti arrendere. Non sappiamo nemmeno in quale punto sia sotterrata la bara”.

Sparito anche l’ulivo

Non è sparita solo la tomba. In quell’angolo di cimitero c’era anche un piccolo ulivo, piantato anni fa dalla madre in ricordo del figlio. “Lo aveva voluto lei – racconta la donna – era il suo modo di tenere vivo quel legame. Hanno sradicato anche quello”. Il pensiero corre proprio alla madre, 86 anni, malata. “Da giorni mi chiede di portarla al cimitero. Non ho il coraggio di dirle cosa è successo. Ne morirebbe”. La famiglia sa che il regolamento di polizia mortuaria prevede che le comunicazioni sulle riesumazioni, alla scadenza della concessione, vengano pubblicate sul sito del Comune. Ma per la donna questo non basta. “Come fa una donna anziana ad accedere al web? Cosa costava mandare un messaggio, una mail o fare una telefonata?”.

La richiesta di spiegazioni

Prima di pensare a un’azione legale, la donna si è recata più volte agli uffici comunali delle Cappelle del Commiato per chiedere spiegazioni. “Ma non sono riuscita a parlare con nessuno”, racconta. Il caso è stato preso in carico dall’assessore ai servizi cimiteriali Dario Danti, che sta cercando di ricostruire quanto accaduto. Ma la vicenda è destinata ad arrivare anche in Consiglio comunale. Il vicepresidente dell’aula Alessandro Draghi (FdI) presenterà infatti una mozione per chiedere che i cittadini – soprattutto gli anziani – vengano avvisati in anticipo delle scadenze delle concessioni con strumenti più diretti, come sms, email o telefonate. L’obiettivo è anche modificare l’articolo 22 del regolamento dei cimiteri, cancellando la frase che oggi esclude “in via generale” ogni comunicazione individuale. Perché, quando si parla dei luoghi della memoria e degli affetti, il silenzio burocratico può trasformarsi in una ferita difficile da rimarginare.

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