Comitato di Pilotaggio per il Cubo nero. L’Unesco chiede nuove verifiche. Più vicina una revisione dei colori |
L’edificio sorto sulle ceneri dell’ex Comunale continua a far discutere (foto Gianluca Moggi/ NewPressPhoto)
Articolo: Luca Dini, il designer che progetta il mondo: “A Firenze manca una visione. All'estero sanno cosa vogliono essere nel 2050: qui no”
Articolo: Cubo Nero, scossone a Palazzo Vecchio: l’assessora Biti tesa, la sindaca Funaro decisa. E l’opposizione attacca
Firenze, 17 marzo 2026 – “L’eccezionale valore universale del sito non risulta compromesso in maniera irreversibile”. Tuttavia, “in considerazione della nota pervenuta dal Centro Patrimonio Mondiale”, sarà convocato il Comitato di Pilotaggio per valutare, insieme a stakeholder e proprietari degli immobili, “il possibile avvio delle procedure per una Hia (Valutazione di impatto sul Patrimonio) ex post”, uno strumento che potrebbe aiutare a individuare eventuali interventi correttivi per una migliore integrazione dell’edificio nel contesto urbano. In sostanza, l’obiettivo sarà quello di trovare soluzioni che consentano al nuovo volume architettonico – ben visibile nello skyline della città – di armonizzarsi maggiormente con l’architettura circostante. Tra le ipotesi sul tavolo non si esclude neppure una revisione dei colori utilizzati nella costruzione. Insomma, non tutto è perduto nella lunga e controversa vicenda del cosiddetto cubo nero sorto nell’area dell’ex Teatro Comunale a Firenze.
L’edificio, che da mesi alimenta polemiche e interrogativi sulla pianificazione urbanistica cittadina, torna al centro del dibattito dopo l’invio, nei giorni scorsi, da parte di Comune di Firenze di un corposo dossier al ministero della Cultura e alla sede centrale dell’Unesco a Parigi. Un documento di 18 pagine che termina con la voce ’Possibili misure mitigative’.
Resta però un interrogativo centrale: perché la Valutazione di impatto sul patrimonio non è stata eseguita prima della realizzazione dell’edificio? Nel dossier l’amministrazione comunale spiega che “tale metodologia non è stata avviata in quanto il processo relativo alle valutazioni effettuate sulla base di punti di belvedere non ha fatto emergere possibili impatti irreversibili”. Ora toccherà al Comitato di Pilotaggio tentare di individuare eventuali rimedi. L’organismo, istituito nel 2007, riunisce Comune di Firenze, Regione Toscana, Soprintendenza , Città Metropolitana, il ministero della Cultura, l’Ufficio Unesco, la Direzione regionale musei della Toscana e i Musei statali autonomi fiorentini. Nel dossier si ricorda inoltre che la Conferenza paesaggistica svolta tra il 2016 e il 2017 aveva ritenuto che il progetto “si inserisce organicamente nel tessuto esistente, reinterpretando i caratteri morfologici di impianto ottocentesco e garantendo qualità architettonica”.
Nonostante la consistenza volumetrica, l’intervento era stato considerato capace di assicurare “un’armonica articolazione tra spazi aperti e costruito”, con la massima altezza prevista solo nei volumi corrispondenti all’attuale torre scenica.
Cubo nero, no alla commissione d’inchiesta. La maggioranza boccia la proposta: “Non ci sono elementi per indagare”
Secondo quanto riportato nelle pagine successive, anche “i foto-inserimenti realizzati dai progettisti non avrebbero evidenziato impatti irreversibili”. Gli uffici della Soprintendenza e la Direzione urbanistica comunale non avrebbero infatti individuato “alcun possibile impatto irreversibile”, ritenendo pienamente rispettate le prescrizioni paesaggistiche e sostenendo che, “a livello visivo e percettivo, l’intervento non ha impatto sostanziale sull’eccezionale valore universale del centro storico di Firenze”.
La questione politica
Alla luce del dossier arriva però la presa di posizione di Fratelli d’Italia. Il senatore Paolo Marcheschi e i consiglieri comunali Angela Sirello e Matteo Chelli, sostengono che la convocazione del Comitato di Pilotaggio “è la prova provata che le polemiche sollevate da più parti erano fondate”. Secondo gli esponenti meloniani, la scelta del Comune suonerebbe “come una sorta di ammissione di colpa per l’eccessiva superficialità con cui è stata affrontata la procedura autorizzativa”, senza valutare adeguatamente gli impatti sull’area e senza vigilare in modo sufficiente sulle prescrizioni paesaggistiche.
Nella pancia del ‘cubo nero’ di Firenze. Appartamenti a 7mila euro al mese, e spunta l’opzione di una sola notte
Gli esponenti di FdI ricordano inoltre di aver presentato già lo scorso settembre un’interrogazione per chiedere perché la Hia non fosse stata realizzata. “Ci fu detto – spiegano – che all’epoca non era ancora prevista negli strumenti urbanistici. Eppure quella metodologia risale a linee guida elaborate già nel 2011”. Ora, con l’attenzione della Procura già accesa sulla vicenda, resta da capire quali misure concrete verranno adottate per mitigare l’impatto dell’edificio destinato a segnare uno dei capitoli più discussi della recente trasformazione urbana fiorentina.
© Riproduzione riservata