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Addio a panini e ristoranti: via dei Neri e San Lorenzo, stop alle nuove aperture

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19.03.2026

Vietato il trasferimento di licenze e l’avvio di attività di somministrazione. L’assessore Vicini: "Abbiamo scelto una misura di massima protezione".

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Firenze, 19 marzo 2026 – Nel cuore della Firenze più visitata, quella racchiusa nel perimetro riconosciuto dall’Unesco, arriva finalmente una stretta ferrea. In via dei Neri e in Borgo San Lorenzo, simboli della cosiddetta ’Firenze mangiatoia’, Palazzo Vecchio mette un freno deciso alla proliferazione di attività legate al cibo: sarà infatti vietato il trasferimento di licenze alimentari e di somministrazione anche tra fondi già esistenti nelle stesse strade. La misura è contenuta nel nuovo regolamento di salvaguardia approvato dalla giunta e atteso entro fine aprile al voto del Consiglio comunale. Se confermata, sancirà uno stop netto – per almeno cinque anni – all’apertura di nuove paninoteche, bar e ristoranti, ma soprattutto impedirà il ’trasloco’ di attività già presenti verso spazi più grandi, pratica che negli ultimi anni ha di fatto favorito l’espansione del settore food.

L’intervento riguarda due assi particolarmente critici. In via dei Neri, meno di 200 metri di strada, si concentrano 64 fondi, di cui oltre l’80% occupati da attività alimentari. Il resto è ridotto al minimo: una ferramenta, tre gioiellerie, una farmacia, dodici pelletterie e due parrucchieri. Uno squilibrio evidente che si riflette anche in Borgo San Lorenzo, tra piazza San Giovanni e piazza San Lorenzo, dove in appena un centinaio di metri i ristoranti dominano quasi incontrastati.

"Abbiamo scelto una misura di massima protezione per due strade ormai sature – spiega l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo Jacopo Vicini – vietando il trasferimento di licenze tra fondi della stessa via. In questo modo evitiamo che, passando a locali più ampi, si realizzino ampliamenti di fatto delle attività". L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato arginare l’assalto di esercizi rivolti a un turismo ’mordi e fuggi’, dall’altro recuperare un equilibrio commerciale più vicino alle esigenze dei residenti. "La nostra priorità – aggiunge Vicini – è la vivibilità della città, la diversificazione economica e la tutela dei negozi di prossimità e delle botteghe storiche, sempre più a rischio".

La stretta si inserisce nella più ampia proroga del Regolamento Unesco, che il Comune intende estendere fino almeno al 2031. Non solo: tra le novità previste figurano anche il blocco alle nuove scuole di cucina e agli sportelli bancomat (ATM), oltre alla conferma e all’ampliamento delle cosiddette ’strade a doppia tutela’. Un pacchetto di misure che punta a ridisegnare il volto commerciale del centro storico, cercando di invertire una tendenza che negli ultimi anni ha trasformato intere vie in corridoi del cibo. La sfida, ora, sarà trovare un equilibrio tra attrattività turistica e qualità della vita urbana, evitando che il cuore della città perda definitivamente la sua identità più autentica. Infine, in queste settimane l’assessorato allo Sviluppo economico e le associazioni di categoria stanno valutando se inserire il blocco anche in altre strade del centro storico.

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