“A Hormuz i cacciamine italiani”. Il governo valuta la missione navale
«Avanti con la riforma elettorale» Meloni vede gli alleati a Palazzo Chigi «Accelerare sull’energia atomica» La maggioranza apre al dialogo con le opposizioni su eventuali modifiche Valutato l’invio di cacciamine italiani per liberare lo Stretto di Hormuz
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Roma, 7 maggio 2026 – No al nucleare iraniano, ma no anche alla guerra contro Teheran. La linea di Giorgia Meloni per il faccia a faccia di domani con Marco Rubio è un esercizio di funambulismo diplomatico: tenere insieme la centralità del rapporto con gli Stati Uniti e il legame strategico con Francia, Germania e Gran Bretagna, rilanciando la disponibilità italiana per una missione internazionale nello Stretto di Hormuz con i nostri cacciamine, previo passaggio parlamentare.
È un equilibrio difficile, in cui la premier cerca la riconciliazione con un Trump “furioso” senza però rimangiarsi niente: sostegno e solidarietà all’amministrazione americana, ma l’Italia non può accogliere richieste che violerebbero la Costituzione – come l’uso delle basi militari in missioni belliche – né rinunciare a esprimere il proprio pensiero sulla guerra........
