Pane, latte, carne e pesce: l’impennata del carrello

Spesa: l’impennata del carrello

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Arezzo, 6 marzo 2026 – Si fa sempre più pesante il paniere di beni e servizi che rappresenta i nostri consumi. A dircelo è l’indice Nic (acronimo di Nazionale dell’Intera Collettività) uno dei tre indici dei prezzi al consumo calcolati dall’Istat in Italia. Il Nic misura l’inflazione considerando l’intero sistema economico, ovvero il costo della vita per l’intera collettività fatta di famiglie di operai, impiegati, lavoratori autonomi e serve a calcolare l’inflazione media nazionale e a monitorare come variano i prezzi al dettaglio nel tempo.

Le variazioni percentuali calcolate ad Arezzo sono fornite dall’ufficio statistica del Comune che elabora i dati Istat aggiornati a dicembre 2025: c’è l’impennata di molti prodotti. Alla fine dello scorso anno l’Indice generale Nic è in aumento di 1,6 rispetto ad un anno prima e cioè al dicembre 2024. Prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno fatto un balzo in avanti del 3,7% nell’ultimo anno. Bevande alcoliche e tabacchi a dicembre 2025 sono saliti del 2% rispetto ad un anno prima. In salita anche abbigliamento e calzature: + 1,2 tra dicembre 2025 e dicembre 2024. Mobili, articoli e servizi per la casa sono in salita rispetto al mese e all’anno precedente rispettivamente del 0,2 e 0,6. Servizi sanitari e spese per la salute sono saliti del 2% a dicembre 2025 rispetto all’anno prima. Sale anche la voce Trasporti, dell’1,3 in un mese e dello 0,4 rispetto all’anno precedente. In controtendenza le Comunicazioni -0,6 rispetto all’ultimo mese analizzato e -5,2 in un anno. In leggera salita anche la voce Ricreazione, spettacoli e cultura, più 0,5 in un anno. Pressoché stabile l’Istruzione e in salita i servizi ricettivi e di ristorazione più 2,3 in un mese e più 3,1 nell’ultimo anno confrontato.

Ma le impennate più grandi riguardano i singoli prodotti alimentari, quelli cioè che mettiamo nel carrello della spesa ogni giorno. Il pane in generale è salito in un anno del 5,9, quello fresco del 7,2 e quello confezionato dell’1,6, i cereali sono aumentati in dodici mesi del 3,2. Il riso dell’1,4, più lieve l’aumento delle farine dello 0,1. La pizza ha fatto un balzo in avanti del 4,8 da dicembre 2024 allo stesso mese del 2025. La carne in generale è salita del 10,4 in un anno. Pesce e prodotti ittici nel loro complesso hanno segnato +4,1 in un anno. Latte, formaggi e uova salgono del 6%. Magra consolazione, l’olio di oliva sceso a -18 nell’ultimo anno rilevato. Arance e mandarini sono saliti rispettivamente del 10,3 e 17,4%. Il caffè costava quasi il 18% in più a dicembre 2025 rispetto a un anno prima.

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