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Una scuola per castanicoltori: la Rete Slow Food investe sul futuro

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04.03.2026

Da molti segnali si coglie una rinnovata sensibilità nei confronti del mondo della castagna, un frutto che ha segnato tanta...

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Da molti segnali si coglie una rinnovata sensibilità nei confronti del mondo della castagna, un frutto che ha segnato tanta parte della storia alimentare, e non solo, della Montagna pistoiese. Una ulteriore dimostrazione arriva dalla Rete Slow Food dei castanicoltori che ha dato inizio alla sua prima Scuola. Da marzo a dicembre, sulla Montagna Pistoiese, prende vita una nuova opportunità formativa per i giovani. Un percorso innovativo per valorizzare il castagneto come risorsa ambientale, economica e sociale. È questo l’obiettivo del campus esperienziale di formazione in castanicoltura e imprenditorialità sociale organizzato da Anci Toscana, dal Gal MontagnAppennino e da Slow Food Italia sulla Montagna Pistoiese tra marzo e dicembre 2026. Sei moduli in presenza a San Marcello Piteglio (PT), oppure online, rivolti a giovani, disoccupati/inoccupati, aspiranti imprenditori e professionisti del settore agricolo e dell’accoglienza rurale. Il programma prevede lezioni teoriche, laboratori pratici, visite nei castagneti e nelle aziende del territorio, incontri con produttori, tecnici ed enti di ricerca. Il campus punta a trasformare il patrimonio naturale e culturale del territorio in una leva di sviluppo locale, formando figure specializzate nella gestione sostenibile del castagneto e nello sviluppo di servizi turistici in ambiente montano. La Toscana è la seconda regione italiana per importanza dei castagneti da frutto, dopo la Campania, con il 18% delle aziende e il 20% delle superfici nazionali.

"Oggi la castanicoltura non è solo una pratica agricola: è una scelta strategica per il futuro dei territori montani – ricorda il sindaco di San Marcello Piteglio, Luca Marmo –. Investire nella gestione sostenibile del castagneto significa proteggere la biodiversità, prevenire il dissesto idrogeologico e trasformare una tradizione in motore di sviluppo, generando lavoro e contrastando lo spopolamento delle aree interne". "Con questo campus, Slow Food inaugura la prima Scuola della Rete dei castanicoltori – sottolinea Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia –. Il castagno rappresenta una risorsa strategica per la transizione ecologica. Rimetterlo al centro significa investire su nuove competenze e forme di imprenditorialità capaci di coniugare sostenibilità e inclusione sociale". Il corso è riservato a un massimo di 25 partecipanti, con rilascio di attestato finale. La quota di partecipazione è di 400 euro (vitto e alloggio inclusi) oppure 250 euro (solo vitto). Realizzato con il contributo della Fondazione Caript, il corso è parte della Scuola di Montagna, iniziativa gestita da Anci Toscana e GAL MontagnAppennino. Per informazioni: [email protected]

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