Alice, 25 anni, maestra alle elementari e volontaria il sabato sera: “Ai senza dimora portiamo coperte, tè e un sorriso” |
Alice Fucà, maestra alle elementari di giorno e volontaria il sabato sera
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La Spezia, 15 marzo 2026 – È con la luce del giorno che, talvolta, paradossalmente, non si riesce a vedere bene. Perché la notte, quando scende, con il suo buio e il suo silenzio, permette di scorgere davvero quel che ci circonda. E così, succede di scoprire che quel muro davanti casa, così ordinario e familiare, è per qualcuno anche rifugio sicuro. Che quel portico, calpestato distrattamente, infinite volte durante il giorno, per qualcun altro è affidabile riparo, e che un angolo spoglio e poco battuto della nostra città può diventare addirittura ‘casa’, sì, in cui si entra “con rispetto e in punta di piedi”. E, con permesso, ci si siede. E così, succede che occhi negli occhi, alla pari, tra persone ci si incontra.
La chiave per entrare in questi alloggi ‘di fortuna’ e soprattutto nel cuore di chi li abita ce l’hanno i volontari dell’unità di strada di Croce Rossa della Spezia, che ogni sera del giovedì e del sabato percorrono la città per incontrare tutti gli amici senza dimora. Amici, proprio così, perché questi incontri in cui le loro squadre consegnano un pasto, un té caldo e una coperta sono in realtà “solo un pretesto per offrire conforto e amicizia”. E la chiave per aprire queste delicate relazioni la custodisce anche Alice Fucà che dal 2019, ha scelto proprio questa attività. Per Alice – 25 anni, insegnante di scuola primaria – il sabato sera non ha il sottofondo della musica sotto cassa e non è illuminato dalle luci psichedeliche della discoteca. No, per Alice il sabato sera ha la luce delle stelle ed è immerso nel silenzio che permette di accedere all’attenzione e all’ascolto dell’altro.
“Sono volontaria – spiega Alice – dal 2017 ma è stato solo nell’anno della pandemia che sono entrata nell’area sociale dell’associazione, perché avevo il desiderio di contribuire più concretamente ai bisogni della comunità. In quell’anno mi sono impegnata in tutte le attività del sociale, ma la mia preferenza era ed è rimasta per l’unità di strada che è stata l’occasione per guardare la mia città con altri occhi. Perché di notte – assicura – la città si trasforma. Mi era già capitato di svolgere attività serali con il gruppo dei giovani, ma facendo attività con le squadre dell’unità di strada impari a scorgere dettagli della quotidianità che di giorno passano inosservati. Quando scende la notte, strade, muri e marciapiedi cambiano aspetto”. Diventano rifugi sicuri in cui dormire – racconta Alice – ripari in cui mangiare ed essere addirittura a casa. La notte rimangono le persone che non hanno dimora e per loro ci sono i volontari dell’unità di strada.
“Il servizio – continua Alice – prevede ogni volta l’uscita di volontari organizzati in una squadra, che è il punto di forza dell’attività stessa e che non è mai lasciata sola perché durante il turno si può trovare in situazioni del tutto nuove o complesse anche dal punto di vista emotivo. E’ sempre presente, infatti, fino a a turno concluso, la nostra referente che non solo ci supporta ma è sempre pronta ad attivare la rete di aiuti sul territorio necessari in quel momento”. Anche la città però è partecipe: “All’inizio del servizio ci rechiamo da alcuni esercenti come fornai, fruttivendoli, titolari di bar e pasticcerie che ci donano beni alimentari per i nostri amici e proprio questa generosità è stata per me un’altra bella scoperta. La notte poi prosegue nell’incontro di vecchi e nuovi amici. Si tratta di un impegno fatto di costanza e assiduità: le persone senza dimora lo sanno e ci aspettano ogni giovedì e sabato sera. Ci conoscono uno a uno, tanto che se una volta un volontario manca chiedono di lui”.
E’ una conoscenza reciproca, fatta di confidenza, fiducia e aiuto: “Fondamentale è lasciarli raccontare, facendoli sentire accolti e ascoltati. Si arriva anche a scherzare tra noi, a fare battute; a rendere cioè quel momento uno scambio piacevole, talvolta leggero ma mai superficiale”. Ci si rammenta a vicenda dettagli, piccoli episodi. E, sera dopo sera, incontro dopo incontro, si costruiscono ricordi indelebili, proprio come si fa tra veri amici.
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