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I pugni del pugile 17enne: l’omicidio ripreso da un video. La difesa: “Ho reagito a una testata”

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15.04.2026

Un momento della fiaccola organizzata in ricordo di Giacomo Bongiorni, l'uomo che qualche giorno fa ha perso la vita in piazza Palma nel centro di Massa a causa di un'aggressione (Ansa)

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Massa, 15 aprile 2026 – C’è un video che porta chiarezza nella mortale aggressione di Massa. Il 17enne fermato per l’omicidio avrebbe sferrato il pugno che potrebbe aver fatto crollare a terra Giacomo Bongiorni, carpentiere di 47 anni, morto domenica all’1 e 21 in piazza Palma a Massa. Il colpo sarebbe stato immortalato dalle telecamere di sicurezza del Comune.

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Le immagini delle telecamere

Le immagini non riportano solo l’aggressione al cognato, ma la sequenza di colpi sferrata a Bongiorni davanti al figlio di 11 anni. Per il delitto sono indagati tre minori (tra cui il 17enne in stato di fermo) e due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu di 19, con l’accusa a vario titolo di omicidio volontario e rissa aggravata. Dalle immagini si vede che il 47enne ha subìto colpi mentre era a terra come un sacco, avendo perso conoscenza, fino alla frattura cranica e alle emorragie che l’hanno ucciso.

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La compagna, testimone diretta dell’aggressione, ha detto che “Giacomo è stato pestato a morte, era già a terra e il branco sopra di lui”. Le immagini di una telecamera mostrano quando Bongiorni va a difendere il cognato, che a sua volta aveva richiamato il gruppetto affinché smettesse di lanciare bottiglie contro un negozio. Al rimprovero i giovani - secondo i familiari di Bongiorni - si sarebbero avvicinati al cognato della vittima provocandogli la frattura del setto nasale e di una gamba. Poi si sono diretti verso Bongiorni per sferrare un secondo attacco. Un pugno tirato forte lo ha fatto sbilanciare e cadere, a terra ha subìto calci ed è morto subito.

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Il pugno sarebbe del 17enne. Fino a poco tempo fa il minore praticava il pugilato a livello agonistico. Il ragazzo è salito sul ring almeno fino al 2023 per la Boxing Team Pugilistica Massese, ma non è escluso che abbia continuato ad allenarsi per conto proprio anche senza partecipare a competizioni. Il 17enne, nel primo interrogatorio domenica scorsa, ha detto di aver reagito a un’aggressione di Bongiorni, che a suo dire lo avrebbe colpito al naso. Anche gli altri indagati hanno detto di essersi difesi. Stessa tesi è riportata dalle loro famiglie. “I nostri figli non sono criminali”. “C’è, esiste una ricostruzione alternativa” rispetto a quella del branco che avrebbe colpito per un rimprovero. Lo dice l’avvocato Nicola Forcina, difensore di fiducia del 17enne. Ieri c’è stato il primo colloquio col ragazzo in una struttura per minori di Genova. “È molto provato – dice – la situazione è importante, non è una delle migliori, ma esiste una ricostruzione alternativa che la difesa potrà proporre” nel corso del procedimento. La Boxing team Pugilistica Massese ha postato una storia su Facebook: “10 contro uno non è forza, è vigliaccheria” con l’immagine disegnata di un gruppo davanti a un bambino che guarda il padre a terra. Pierpaolo Ricci è stato il suo primissimo allenatore e presidente della Boxing: “Questo ragazzo non l’abbiamo in palestra più da tre anni, è venuto da quando aveva 10 anni fino ai 14 poi l’abbiamo perso di vista. Non vogliamo che il movimento sportivo venga messo in cattiva luce. A 13-14 anni sei una persona, a 17 tutta un’altra. Siamo solidali con la famiglia di Bongiorni. I violenti da noi non trovano e non hanno mai trovato spazio”.  

“Bongiorni colpito dopo il cognato”: il video e le ulteriori verità dalla notte maledetta di Massa

Oltre al video, ieri c’è stata l’autopsia sul corpo di Bongiorni. L’esame, durato due ore, è stato eseguito dal professor Francesco Ventura incaricato dal Tribunale dei minori di Genova: Bongiorni sarebbe morto a causa dei colpi ricevuti alla testa. Oggi saranno ascoltati i due maggiorenni in stato di fermo per la convalida, giovedì il Tribunale per i minorenni di Genova si celebrerà l’udienza di convalida del fermo del minorenne in stato di arresto.  

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