La sfida da vincere: "Corsi di primo soccorso e più autodisciplina" |
Ilaria Chelazzi Bernardoni, motociclista trentenne e autista soccorritrice, con ’E se Casco?’ si batte nel quotidiano per la sicurezza dei motociclisti
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FIRENZE"La sicurezza non è facoltativa. Ogni secondo sulla strada può salvare una vita: saper cosa fare è fondamentale". Una frase che ormai è un mantra per Ilaria Chelazzi Bernardoni, motociclista trentenne e autista soccorritrice che con il progetto ’E se Casco?’ si impegna nel quotidiano per la sicurezza dei motociclisti. La morte di Yuri Scandolera sul passo del Giogo è l’ennesima tragedia che si consuma nelle strade fiorentine. Gite spensierate tra amici che all’improvviso si trasformano in un inferno di lamiere e sangue. Lo scorso luglio sulla Barberinese ha perso la vita Matteo Petti, 59 anni, dopo lo schianto in sella alle due ruote con un’utilitaria. Tre settimane fa invece nello scontro in moto con un cinghiale è morto Leonardo Guddemi, 29 anni, in via di Galliano a Barberino di Mugello.
L’ultima tragedia riaccende i fari sulla sicurezza stradale per i motociclisti: "La prevenzione deve partire dalla testa – osserva Chelazzi Bernardoni –. Deve cambiare alla radice l’idea del motociclismo, non stiamo partecipando a una gara. Sono la prima a dire che il limite di 50 chilometri orari su un vialone è difficile da rispettare, ma dobbiamo impegnarci per moderare la velocità e prestare la massima attenzione". Una sorta di codice di auto-disciplina che, però, si deve sommare a una formazione più consapevole: "Il mio obiettivo con il progetto ’E se Casco?’ – continua la motociclista – è di istruire più persone possibili al primo soccorso perché i primi minuti dopo un incidente possono essere letali, anche in uno scenario come quello dell’ultima tragedia. È fondamentale riconoscere un arresto cardiaco e conoscere le manovre necessarie: il massaggio cardiaco va eseguito subito, dopo 4-5 minuti le cellule purtroppo iniziano a morire. Non c’è tempo per aspettare l’ambulanza".
Per questo Ilaria vuole lanciare un appello alle istituzioni: "Come lavoro ho fatto l’autista soccorritore, queste scene purtroppo l’ho viste e riviste, in questi casi bisogna sapere cosa fare e invece molti si bloccano. Purtroppo noto che manca una vera educazione al primo soccorso. Da qui la mia proposta: inserire obbligatoriamente almeno una lezione di primo soccorso nell’ambito dell’esame per ottenere la patente". Un grido d’allarme che si rivolge alle scuole guida, alla politica, a chiunque possa fare qualcosa per fermare le morti in strada: "’E se Casco?’ è un progetto che parte dai motociclisti ma è rivolto a tutti coloro che si mettono alla guida – continua Ilaria, figlia di un pilota di enduro negli anni ’80 –. Oltre a organizzare corsi di formazione cerco di sensibilizzare sui temi che potrebbero salvare la vita dei motociclisti. Ad esempio mi batto per garantire incentivi per acquistare gli airbag da moto: costano 500 euro ma per molti sono una spesa proibitiva. Infine – conclude – è necessario fare di più per la manutenzione delle strade: servono protezioni adatte, spesso gli stessi guard rail sono lamine letali e vanno sostituiti. Ogni azione è necessaria quando si tratta di salvare vite".
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