La ’rivolta’ degli host contro Airbnb. Nuovo portale senza commissioni: "Così si risparmia fino al 20%"
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Zero commissioni per i proprietari, nessun costo aggiuntivo per i clienti. Anche gli host adesso si ’ribellano’ alle grandi piattaforme degli affitti brevi come Airbnb e Booking. Una sfida che parte dal basso, ovvero dall’esperienza della community ’Vita da host’ (composta da quasi 60mila seguaci) che raduna chi deve districarsi nella giungla normativa degli affitti brevi, soprattutto dopo le strette applicate dalle amministrazioni nelle grandi città turistiche come Firenze.
L’ultima frontiera degli host si chiama ’Vienidanoi’ ed è il portale ideato da Sergio Battelli, genovese, ex parlamentare del M5S che si batte per aiutare i proprietari nel mondo degli affitti brevi. "Siamo una piattaforma che mette in contatto persone che vogliono uscire dal sistema delle grandi multinazionali", si legge sul sito. La start up lanciata a dicembre in due mesi conta già 6mila utenti e quasi 2.500 strutture registrate, di cui oltre 120 solo a Firenze. "Grazie alla gestione autonoma e al risparmio sulle tasse in cedolare secca senza i ricarichi delle Ota (Agenzie di viaggio online), ti porti a casa un risparmio fino al 20% reale", garantisce la start up che si batte anche contro il sistema degli algoritmi che spesso finiscono per penalizzare i piccoli host a vantaggio delle grandi catene.
"Dimentica le solite piattaforme che decidono per te – si legge ancora nel sito –, niente algoritmi nascosti che ti chiedono soldi solo per farti vedere, ma un sistema basato sulla meritocrazia e sul risparmio vero". Insomma, una sorta di ’rivolta’ contro i sistemi che arricchiscono le grandi piattaforme: "Non è prevista intermediazione – si chiarisce ancora sul portale – Le chiamate e i contatti sono diretti tra host e ospite. Senza le pesanti commissioni delle Ota e con le tasse (cedolare) calcolate sul netto reale e non sul lordo gonfiato dalle piattaforme, l’host può finalmente abbassare il prezzo finale per l’ospite. È un cerchio perfetto: l’host incassa il giusto, l’ospite risparmia davvero e le tasse non pesano sui costi accessori". Un esempio: per una camera matrimoniale da 40 metri quadrati in via Alighieri, pieno centro storico, a marzo possono bastare 100 euro a notte. Con 5 euro in più si può prenotare un appartamento in Borgo Pinti con tre posti letto, cucina, lavasciuga e lavastoviglie. "Non siamo una start up che punta a distruggere il monopolio di Airbnb e Booking ma una piattaforma parallela – chiarisce l’ideatore Battelli – Siamo la risposta italiana alle grandi piattaforme che puntano tutto sull’intermediazione". La filosofia della start up va invece nella direzione opposta: "Nel caso di Airbnb la commissione è a metà: una parte è pagata dall’host e una parte dall’ospite, circa il 16%. Compresi nei costi ci sono anche dei servizi come ad esempio le assicurazioni che invece noi non prevediamo. Su Booking la commissione è del tutto a carico dell’host, a Firenze circa il 18% più Iva: su queste commissioni si devono pagare tasse. Con la nostra piattaforma l’host risparmia perché non deve pagare le tasse sulle commissioni ma solo sulla cifra realmente incassata".
Ma quindi qual è il guadagno per la piattaforma? "L’iscrizione è gratuita, paghi solo se inserisci più di tre annunci – chiarisce Battelli –. Chi vuole potenziare e rendere più visibile il proprio annuncio può farlo pagando una piccola cifra. Grazie alle donazioni della community da aprile potremo lanciare la piattaforma anche su App". Requisito fondamentale: il rispetto delle regole. "Su questo non transigo – conclude Battelli – tutti gli immobili devono avere il Cin, anzi rispetto alle altre piattaforma è la prima cosa che viene chiesta non appena si avvia la procedura per creare l’annuncio".
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