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“Un microonde anti-emorragia, così abbiamo salvato la giovane mamma”

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Tommaso Simoncini, ordinario di Ginecologia all’Università di Pisa

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Pisa, 22 marzo 2026 – Una tecnica mininvasiva guidata da ecografia che arresta il sanguinamento senza compromettere l’utero e il futuro riproduttivo della paziente. E’ un intervento senza precedenti quello praticato dall’équipe guidata da Andrea Panattoni, dell’unità operativa Ostetricia e ginecologia 1 dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, diretta da Tommaso Simoncini, ordinario di Ginecologia all’Università di Pisa, che spiega nel dettaglio come si è arrivati a questa soluzione.

Professore Tommaso Simoncini, ci può spiegare in parole semplici in cosa consiste l’ablazione termica a microonde?

“ La paziente era giunta in ospedale con un’improvvisa e rilevante emorragia, successiva a un parto spontaneo. Dagli esami era emersa la presenza di residui di placenta nell’utero, la cui rimozione chirurgica avrebbe comportato un elevato rischio di ulteriore massiccio sanguinamento, e mettere a rischio la riproduttività. L’idea è stata quella di applicare a questi casi la tecnica che utilizziamo da qualche anno per inibire la crescita dei fibromi uterini: l’introduzione di un ago, guidati dalla sonda ecografica, che grazie all’energia a microonde, va a “coagulare” il sanguinamento in corso, senza dover intervenire chirurgicamente. Nessuno aveva finora pensato ad applicare l’energia a microonde in questi casi, che al momento non hanno una soluzione chirurgica efficace”.

Sono casi che si presentano frequentemente?

“Sì, abbiamo rilevato che negli ultimi anni i casi sono aumentati, per diversi motivi: l’età media delle donne che affrontano una gravidanza è alzata notevolmente, nei casi di interruzione di gravidanza, naturale o indotta, spesso la placenta non viene espulsa completamente, e i residui possono comportare problematiche anche gravi, oltre ad emorragie importanti. Sono situazioni che si presentano da noi almeno una decina di volte l’anno”.

Un passo avanti che potrà essere determinante per risolvere casi simili che finora non avevano soluzione?

“E’ questo il senso del nostro intervento, crediamo che possa essere una scoperta utile nel mondo, e stiamo facendo il possibile per renderlo noto. Sono casistiche per le quali le soluzioni terapeutiche finora erano poche e non efficaci, l’idea che abbiamo avuto tentando questa strada ha permesso di individuare un procedimento che permette alle pazienti di risolvere in modo ottimale queste situazioni, senza ulteriori complicazioni o compromissioni della fertilità”.

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