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Malattie infiammatorie croniche intestinali: 200mila italiani affetti

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16.10.2019

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) sono patologie infiammatorie croniche dell’intestino caratterizzate nel loro decorso dall’alternarsi di fasi di riacutizzazione e di remissione con danno intestinale progressivo e si distinguono in due tipi principali: la Malattia di Crohn (MC) e la Colite Ulcerosa (CU). Ne sono affette oltre 5 milioni di persone nel mondo, 3 milioni in Europa, e più di 200mila in Italia. Le MICI possono insorgere in qualsiasi momento della vita ma solitamente colpiscono i giovani e la maggiore incidenza è documentata fra i 20 e i 40 anni.

Come è possibile incoraggiare una ottimale proattività e coinvolgimento del paziente nel proprio percorso di cura? Come può esso stesso essere parte integrante del proprio processo di guarigione? Sono queste le domandea cui la Conferenza di Consenso sulle buone prassi di promozione dell’Engagement e di presa in carico dei bisogni psico- socio-assistenziali delle persone con MICI, ha voluto dare una risposta. La letteratura scientifica, al riguardo, sta convergendo, sempre più negli ultimi anni, verso il paradigma dell’engagement e della proattività da parte del paziente che diventerebbe in questo modo coprotagonista insieme al gastroenterologo, del proprio percorso di miglioramento.

L’incontro ufficiale di oggi, organizzato dall’associazione nazionale AMICI ONLUS, in collaborazione con il Centro di Ricerca EngageMindsHub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, ha voluto porre le basi per definire raccomandazioni che identifichino pratiche e strumenti efficaci per promuovere buone prassi di promozione dell’engagement e di presa in carico psico-socio-assistenziale delle persone con MICI, sulla base di una metodologia ben precisa: gli standard definiti dal Consensus Development Program del NIH statunitensi e la metodologia descritta nel Manuale SNLG dell’Istituto superiore di sanità italiano.

“Consensus4IBD è il nome che abbiamo scelto per questo progetto” – dice Enrica Previtali, presidente AMICI Onlus - e da oggi in poi sarà l’hashtag che rappresenterà il valore di ciò che la nostra associazione sta portando avanti per tutti i MICI. L’idea dellaConsensusè nata dal fatto che i pazienti chiedono sempre di più di essere parte centrale nel percorso di cura e questa centralità non può essere gestita solo dal clinico di riferimento, ovvero il gastroenterologo. Ciò che le raccomandazioni, obiettivo del progetto, dovranno definire è la migliore modalità per una presa in carico del paziente da parte di un team........

© La Gazzetta del Mezzogiorno