Iran, repressione brutale e futuro incerto |
Testimonianze parlano di migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. I leader dell’opposizione interna sono tutti incarcerati. Dall’estero Reza Pahlavi cerca di accreditarsi come punto di riferimento ma il suo peso reale all’interno dell’Iran è incerto. Un collasso improvviso del regime può avvenire per la morte di Khamenei o per uno scontro interno alle Guardie della Rivoluzione
L’Iran sta attraversando la fase più instabile degli ultimi anni. Le proteste esplose tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, represse con estrema violenza, non sono una semplice rivolta sociale. Mettono in discussione la tenuta stessa della Repubblica islamica e aprono, di fatto, la questione del dopo-Khamenei. La guida suprema Ali Khamenei, 86 anni, è il perno del sistema attuale, costruito da Khomeini dopo la rivoluzione del 1979. Il suo indebolimento fisico e politico ha accelerato una transizione informale in cui i diversi centri di potere – presidenza, magistratura, clero e soprattutto le Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) – si muovono senza una regia chiara. Ne deriva un equilibrio fragile, fondato più sulla coercizione........