Conigli da tastiera: l’intervista a Isabella Tovaglieri |
Insulti, minacce e gravi ingiurie, ma sempre da dietro uno schermo. Sono le ragioni della recente denuncia sporta dall’eurodeputata Isabella Tovaglieri. La prima nella sua carriera politica. A esserne oggetto sono giovani musulmani residenti in Italia, tra cui figura il rapper Baby Gang, e altri “leoni da tastiera” con l’accusa di aver offeso e denigrato ripetutamente la politica della Lega per le sue battaglie contro l’islamizzazione radicale nel nostro Paese. Ne parla lei stessa tramite i suoi canali social, facendosi portavoce di chi non tollera simili tentativi di prevaricazione sulla libertà di pensiero e di espressione.
“Ho deciso di denunciare perché offese e minacce non sono opinioni né critiche, e non rientrano nel normale confronto politico ‒ racconta la Tovaglieri ‒ Non è un dibattito, ma un tentativo di zittire una voce democratica. E questo non posso accettarlo, non per orgoglio personale, ma perché chi fa politica deve dare l’esempio e far capire che la legge vale per tutti, anche dietro una tastiera. Io mi aspetto che chi offende e minaccia sia chiamato a rispondere delle proprie azioni”.
Si tratta, purtroppo, di vicende consuete, specie agli occhi del grande pubblico digitale. Ma siamo, davvero, tornati a un’intolleranza tale da reprimere il pensiero alternativo invece di ascoltarlo?
“Non c’è dubbio che negli ultimi anni si sia diffuso un certo conformismo culturale, soprattutto nei media e in alcuni ambienti accademici. Negarlo significa peccare di........