Il fallimento iberico da un milione di abitazioni
In Spagna e Portogallo mancano oltre un milione di case. La risposta non sono i tetti agli affitti, ma più offerta, meno vincoli e più libertà.
C’è un numero che dovrebbe bastare a cambiare radicalmente il dibattito europeo sulla casa: più di un milione di abitazioni. Non sono appartamenti sfitti, seconde case da requisire o immobili che qualche proprietario avrebbe sottratto deliberatamente al mercato. Sono, molto più semplicemente, le abitazioni che Spagna e Portogallo non hanno costruito mentre aumentavano le famiglie che avevano bisogno di una casa.
Il Financial Times, in un’analisi pubblicata recentemente, ha quantificato con particolare efficacia lo squilibrio. Tra il 2021 e il 2025 in Spagna si è accumulato un deficit di circa 750.000 abitazioni, pari al 3,7 per cento del numero delle famiglie; in Portogallo il divario raggiunge circa 300.000 case, il 6,6 per cento. La media dell’area euro sarebbe appena dello 0,5 per cento.
Questi dati hanno il merito di riportare la questione alla sua elementare dimensione economica. Se il numero delle famiglie cresce più rapidamente del numero delle abitazioni disponibili, il bene diventa relativamente più scarso. Se diventa più scarso mentre la domanda aumenta, il suo prezzo sale. Non occorre immaginare complotti di proprietari, avidità collettive o misteriosi “fallimenti del mercato”. Occorre guardare a ciò che è accaduto alla produzione.
Il Banco de España insiste proprio sulla rigidità dell’offerta. Già nelle sue analisi precedenti aveva rilevato che la produzione di nuove abitazioni si mantiene su livelli molto più modesti rispetto alle precedenti fasi espansive e che ciò ha determinato deficit concentrati soprattutto nelle aree........
