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Ue e costo della catastrofe bellica e tecnologica

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01.03.2026

“C’è il potere e poi ci sono i normali” è probabilmente la frase di Mario Draghi già passata alla storia: soprattutto perché ripresa su tutti i blog, le chat ed i siti marchiati come complottisti. Di fatto a quest’ultimo gruppo appartiene un po’ tutto il popolo del pianeta, che può solo immaginare cosa abbia in serbo il potere.

Va detto che anche un “normale” intuisce che dopo la guerra ci sarà necessariamente una pace; e pur rimanendo in essere nel pianeta gran parte dei conflitti locali, ignorati dalla “stampa istituzionale” e di cui si occupano solo un nugolo di addetti ai lavori nelle organizzazioni internazionali. Allora necessita essere precisi: terminato il conflitto in Ucraina certamente il potere europeo spalmerà sui cittadini i costi dell’impresa bellica; certamente i “normali” saranno gravati da perdite, costi e fallimenti subiti dal potere nell’ultimo decennio.

In sintesi, costi dal dopo bolla immobiliare, passando per pandemia, guerra in Ucraina, green economy, sostenibilità varie ed eventuali e, non ultima, la grande bolla finanziaria delle nuove tecnologie e Ai (intelligenza artificiale). Se ne desume, restringendo l’analisi alla sola Unione Europea, che per i prossimi due decenni i cittadini europei dovranno rinunciare a una fetta di trasporto pubblico e privato, sanità, risparmi, opportunità di lavoro e molto altro.

Di fatto lo Stato Europeo incarna a pieno quella definizione di “comitato d’affari” che Karl Marx dava della classe dominante: quella che usa la guerra per sostenere gli interessi economici di aristocrazie capitaliste, spesso provocando la rovina delle classi piccolo e medio borghesi, artigiane, contadine e operaie. Classi a cui da sempre le alte aristocrazie impongono di........

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