Russia disconnessa, il boomerang della censura |
Negli ultimi mesi la Russia ha compiuto un salto di qualità nella repressione digitale che merita di essere chiamato con il suo nome: controllo totale. Il Cremlino ha trasformato Internet da spazio di scambio e innovazione a infrastruttura sorvegliata, piegata a logiche di potere sempre più chiuse e autoritarie. Se per anni il cosiddetto “modello cinese” era stato indicato come il punto più avanzato della censura online, oggi Mosca sembra aver deciso di spingersi oltre, costruendo un sistema più invasivo, meno sofisticato sul piano tecnico ma molto più brutale nell’applicazione. A differenza della Cina, dove esistono margini – seppur limitati – per aggirare i blocchi, in Russia si sperimenta una strategia che unisce interruzioni fisiche della rete, tracciamento delle Vpn e isolamento progressivo degli utenti. Non si tratta solo di impedire l’accesso a determinati contenuti, ma di scoraggiare qualsiasi tentativo di autonomia digitale. Il messaggio è chiaro: la rete non è più uno spazio neutrale, ma un territorio controllato dallo Stato. Il risultato è un sistema instabile e dannoso anche per l’economia. Le interruzioni dell’internet mobile, giustificate ufficialmente come misure difensive contro i droni ucraini, stanno diventando routine. Ma mentre in altri contesti di guerra le limitazioni sono temporanee e circoscritte, in Russia........