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Programma per la Destra Liberale

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04.11.2019

Punto primo: un vero pareggio del bilancio

Nel dibattito sulla Destra liberale, Claudio Romiti ha messo il dito sulla piaga. La Destra liberale deve occuparsi e preoccuparsi degli spendaccioni e dei tartassatori che scorrazzano indisturbati dentro e fuori le nostre case e le nostre tasche, in senso metaforico e in senso reale. Sennonché, ammonisce Romiti, il problema vero sta nel consenso che tutti cercano di acquistare (non uso a caso il verbo) con i soldi erariali, cioè di tutti. Qualcuno ha detto che chi fa beneficenza con soldi altrui è un ladro. Lo penso anch’io. Cosa dovrebbe fare, al dunque, una Destra liberale? Innanzi tutto, il pareggio di bilancio, che però non deve essere trattato dilettantescamente lanciando slogan del tipo “mettiamo un tetto al prelievo fiscale”. Il dramma dei leader politici, generalmente parlando, è che non hanno il tempo, non dico di studiare, ma nemmeno di leggere, neppure i giornali su cui sproloquiano. Ricordo a me stesso, come dicono gli avvocati per non offendere il giudice che è peritus peritorum, che il pareggio di bilancio nella Costituzione del 1948 c’era già. L’articolo 81, ultimo comma, “Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte”, fu proposto dal “nostro” Luigi Einaudi, appoggiato dal “loro” Ezio Vanoni, perché “negli ultimi tempi (siamo nel 1947!) spesso è avvenuto che proprio i........

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