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Politica e magistratura

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25.11.2019

I rapporti tra politica e magistratura dovrebbero basarsi sul principio, ribadito anche qui, secondo cui “Non esiste separazione dei poteri senza separazione degli uomini di potere”. Accade invece in Italia che, quando gli uomini di potere vestono la toga dei magistrati, la loro separazione dalla politica, cioè dal potere legislativo e esecutivo, non è affatto stabilita come esigerebbe in teoria e in pratica la separazione dei poteri nel corretto “Governo costituzionale”.

In Italia un magistrato in carica può essere nominato ministro o sottosegretario della Giustizia. Un procuratore della Repubblica può candidarsi in un partito a governare una regione dopo aver inquisito gli esponenti del partito avverso. La legge lo consente. Ma non lo consente la correttezza istituzionale; anzi, il senso della giustizia, che per un magistrato dovrebbe essere il sesto senso della professione. Chi disistima i magistrati avrà buon gioco nell’accusarli di combattere battaglie politiche mascherate da........

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