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Legge, regole, Stato di diritto

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13.11.2019

È di moda riferirsi alle leggi chiamandole regole. Ma legge e regola non coincidono. La legge è una regola cogente, ha a che fare con giudici e giurisdizione; la regola, no. La maggior parte delle regole non è legge. In verità l’uso della parola “regola” indica che la legge non è ritenuta tale. Nessuno invoca la forza delle regole, bensì della legge. Violare le regole suona meno grave di violare la legge. L’eufemismo insito nello scambio dei termini spiega il successo della sostituzione lessicale. L’abitudine a violare la legge diventa socialmente più accetta perché viene infranta una regola non meglio specificata, quasi confusa nel vasto mare delle convenzioni civili, dal galateo allo sport.

Per i Romani “régula” significa regolo, riga, squadra, asticella. Ma nel senso di norma giuridica era “régula iuris”. Per Cicerone “lex est iuris atque iniuriae regula”: la legge è la regola del giusto e dell’ingiusto. Ecco il punto. Tolte dal loro rapporto con il diritto, con la giustizia e l’ingiustizia, le regole perdono la loro anima di ferro e diventano obblighi sociali, impegni della convivenza civile. Chiamare regole........

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