Perché l’Occidente è diviso sull’Islam politico |
Il 24 novembre 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha firmato un decreto esecutivo che avvia la procedura per classificare alcuni rami dei Fratelli Musulmani come organizzazioni terroristiche straniere e terroristi globali appositamente designati. L’ordine incarica i Segretari di Stato e al Tesoro di valutare i gruppi affiliati alla Fratellanza Musulmana in Paesi come Egitto, Giordania e Libano e di adottare misure ai sensi delle leggi antiterrorismo statunitensi per privarli di capacità e risorse, una mossa che il decreto esecutivo ha esplicitamente collegato alle priorità di sicurezza nazionale dopo l’invasione di Israele da parte di Hamas del 7 ottobre 2023 e le sue conseguenze in tutto l’Occidente. Il provvedimento stabilisce altresì che vengano fornite in tempi molto brevi raccomandazioni in merito a specifici affiliati.
Il decreto esecutivo di Trump rappresenta lo sforzo americano più serio degli ultimi decenni per contrastare le reti politiche islamiste che, a Washington, erano state a lungo considerate mere divergenze politiche anziché minacce letali alla sicurezza.
Dall’altra parte dell’Atlantico, tuttavia, la risposta alla stessa corrente ideologica non avrebbe potuto essere più diversa. Nell’Unione Europea e in molte delle sue principali capitali, l’Islam politico, spesso incarnato da organizzazioni legate ai Fratelli Musulmani, rimane parte di un approccio finalizzato a un più ampio “dialogo con gli islamisti”. È possibile immaginare un “dialogo con i bolscevichi” o un “dialogo con il Terzo Reich”? Gli estremisti islamici vengono trattati come una voce legittima all’interno della società civile e del dibattito politico. I decisori politici europei in genere rifiutano misure severe, coinvolgendo invece le reti musulmane estremiste come attori della governance “multiculturale”. Questo contrasto tra la posizione conflittuale di Washington e l’impegno di Bruxelles riflette una profonda divergenza strategica nel modo in cui l’Occidente percepisce l’Islam politico.
Gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump considerano i Fratelli Musulmani non come un partner nella riforma politica, ma come una minaccia per la sicurezza nazionale. Il decreto esecutivo del novembre 2025 evidenzia i legami della Fratellanza con attività terroristiche, compreso il sostegno a Hamas e ad altre organizzazioni terroristiche. La direttiva presidenziale incarica l’Amministrazione di raccogliere prove per designare queste strutture come organizzazioni terroristiche, il che renderebbe illegale il loro sostegno materiale e ne limiterebbe le attività internazionali.
Questa decisione fa seguito ad anni di dibattiti in seno al governo e al Congresso degli Stati Uniti sulla questione se i Fratelli Musulmani possano essere considerati o meno un’organizzazione terroristica. Storicamente, le amministrazioni statunitensi hanno operato una distinzione tra gruppi jihadisti violenti, come al-Qaeda e l’Isis, e movimenti politici islamisti come la Fratellanza Musulmana, che spesso hanno partecipato alle elezioni o sono stati attivi in seno alla società civile. Ma la combinazione di violenza islamista a livello globale e rete di affiliati dei Fratelli Musulmani ha spinto Washington a rivedere il proprio approccio. Parallelamente, il 119° Congresso americano sta portando avanti una nuova azione legislativa per la creazione di un quadro normativo per tale designazione.
Al contrario, l’Unione Europea ha adottato un........