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Se la casta restante mantiene un Senato come doppione

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11.10.2019

Certo che non è stato un bel vedere quelle forbicione in mano a un festante Luigi Di Maio per emblematizzare il taglio parlamentare. Un vedere non “bello” – che Di Maio e soci hanno segnato un punto in classifica è pur vero – ma le vera festa dimaiana e di Beppe Grillo non era e non è per questa riduzione della stramaledetta Casta, magari consolandosi col fatto che un numero di parlamentari di 600 è più dignitoso di 900.

E comunque il ministro degli Affari esteri, in palese difficoltà nel suo gruppo mugugnante, mette una bandierina su un risultato, invero assai ridotto, che da sempre rappresentava la bandiera primaria del Movimento con la sua indefessa e retorica demagogia sui costi della casta politica e le poltrone di chi la rappresenta nella Camera dei deputati e nel Senato della Repubblica. Anche se, a proposito di poltronificio, si vorrebbe qui notare che i due più significativamente legati alla comoda seggiola parlamentare restino proprio........

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