La rapida e inarrestabile conquista dell’Europa da parte dell’Islam

Le linee di scontro per la salvaguardia della civiltà occidentale erano state tracciate molto prima dell’assassinio del regista olandese Theo van Gogh nel 2004. Le azioni ingannevoli di molti leader europei sono state, da allora, sotto gli occhi di tutti. Ora, sia gli Stati Uniti che Israele, nel loro tentativo di fermare gli instancabili nemici dell’Occidente e preservare il libero scambio, la democrazia e la deterrenza militare contro questi predatori, potrebbero aver visto i propri sforzi vanificati. Da chi? Nientemeno che dai loro stessi “alleati”: Belgio, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito. Queste nazioni, insieme a Norvegia, Danimarca, Slovenia e Canada, hanno imposto sanzioni, restrizioni e misure punitive di vario genere contro Israele mentre esso cercava di difendere sé stesso (e loro!) dai nemici della civiltà e dell’Occidente. La minaccia, alimentata da missili balistici, sarebbe provenuta dall’Iran, ormai a un passo dal dotarsi di armi nucleari, nel giro di due settimane o meno, oltre che dalle milizie jihadiste sostenute del regime, come Hezbollah e gli Houthi.

Misure simili, volte a contrastare la coalizione israelo-americana contro un Iran apertamente predatorio, sembrano derivare da due fonti principali. La prima è l’influenza antidemocratica dell’Islam negli affari interni dell’Europa occidentale; la seconda, una dottrina antisemita profondamente radicata in Europa, oggi più presente che mai e decisamente rafforzata. Sin dai tempi dei faraoni, 4.000 anni fa, gli ebrei sono stati considerati indesiderati ovunque si trovassero. Vennero espulsi dai Babilonesi nel 597 avanti Cristo, dai Romani nel 136 dopo Cristo, dagli Inglesi nel 1290, dai Francesi nel 1306 e dagli Spagnoli nel 1492. Dopo le atrocità della Shoah negli anni Quaranta, quando la Germania deportò gli ebrei nei campi di sterminio per essere torturati, ridotti alla fame e uccisi, l’odio verso gli ebrei sembrava essersi sopito. Non per molto. Oggi, l’odio verso gli ebrei in Occidente, grazie a una diffusa alleanza tra neomarxisti, attivisti per il clima e propagandisti islamisti, è tornato ad essere “normalizzato” e diffuso, diventando perfino in alcuni ambienti piuttosto popolare.

Le tensioni tra gli alleati occidentali, ostentatamente dovute a visioni contrastanti sull’Islam e su Israele, hanno di recente raggiunto un nuovo picco. Alla base vi sarebbe, con ogni probabilità, una profonda invidia per il fatto che un manipolo di donne e uomini sciatti e perseguitati sia riuscito a trasformare un territorio arido e inospitale in una potenza tecnologica e militare avanzata, pur continuando a fronteggiare minacce provenienti dai Paesi vicini che cercavano di annientarli. Un tale risultato, ovviamente, deve essere punito. In primo luogo, l’alleanza occidentale di 40 nazioni ha imposto sanzioni a Israele mentre quest’ultimo difendeva non solo la propria esistenza, ma anche la loro. A tali misure sono seguite immediatamente le rinnovate richieste di creare uno Stato palestinese belligerante direttamente al confine con Israele, nonostante gli stessi palestinesi abbiano respinto per ben sei volte sia l’offerta di uno Stato palestinese sia quella di una “soluzione a due Stati”,........

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