Mercato e politica: chi comanda oggi?

Da ventimila anni fa a oggi, quali sono le due grandi categorie in cui si ripartisce il mondo antropizzato? Semplice, sempre quelle: predatori da un lato e prede-predati dall’altro, in una ecosfera esistenziale sempre più dominata dalla Forza e dal più forte. Solo da questo lato del globo, negli ultimi 80 anni di Pax americana, si è alimentata l’illusione che i rapporti tra nazioni e tra individui fossero unicamente regolati da fonti del diritto, internazionale e interno. Questa illusione, che prende il nome di Teoria della fine della storia di Francis Fukuyama, si era ulteriormente rafforzata nel 1991 a seguito della dissoluzione dell’Urss, per cui si riteneva che, da allora, la forma democratica avesse vinto in modo irreversibile la gara evolutiva dei sistemi politici, rispetto a tutti gli altri regimi di governo possibili. Ancora prima delle guerre in Ucraina a Gaza e oggi in Iran, questa visione irenistica e idilliaca si era progressivamente smarginata e scolorata, fino a essere del tutto delegittimata dal ritorno progressivo sul palcoscenico globale e in grande stile della forza militare ed economica, assieme alle sue logiche imperiali. Con un corollario, però, del tutto inedito nella storia della specie, per cui assistiamo a una lotta mortale per il potere tra mercato e politica. Lo scenario relativo è oggi dominato dall’impressionante presa sulle società sviluppate di tutto il mondo dei giganti delle Big-Tech, domiciliati per l’essenziale nella Silicon Valley Usa e in Cina. Entità nuovissime queste ultime, esponenzialmente più invasive di qualsiasi Grande fratello orwelliano, essendo in grado (grazie all’influenza planetaria dell’Intelligenza artificiale) di penetrare nelle vite di molti miliardi di persone nel mondo, alle quali Cina-America vendono i loro servizi e prodotti digitali in regime di assoluto duopolio.

La collusione/competizione delle Big-Tech con il potere politico ha creato negli ultimi due decenni degli ibridi mostruosi, di cui........

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