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Mosso da una brezza leggera

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09.10.2019

C’è un voto di povertà del pensiero, un’ignoranza pura in cui la parola non può essere nemmeno concepita. Il pensiero, quando è puro come quest’ignoranza, invoca il luogo che gli è proprio, il luogo bianco dell’anima dove presto svanisce l’eco di qualsiasi parola. In questo luogo non si spera di sapere nulla, si è sradicati da ogni desiderio. Persino la speranza vi appare senza radici.

Chi si trova ad abitare questo luogo “va sempre errando”, perché non possiede un suo spazio e “se ha una casa esce presto e vi torna con le ombre”, senza poter mai raggiungere gli altri là dove “si muovono, vivono, sono”. Essendo spodestato, “non vuol possedere” e vive come “abbandonato da sé stesso” in quella corrente “che si chiama vita”. Anche il suo modo d’incedere rivela la sua docilità estatica a questa corrente, quasi ammantandone l’esistenza di un’incertezza esiziale, d’un alone d’assenza, perché “non cammina mai del tutto eretto” e “la testa gli sfugge all’indietro, come mossa da un’impercettibile brezza”.

Lo si può incontrare negli angoli più nascosti di una città o di un paese, quelli che respingono tutti gli altri. La sua presenza si rende talora visibile in cavità che non ospitano mai nessuno e in certe notti pare aggirarsi per........

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