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Una Lega per la libertà

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04.05.2020

Nel panorama misero e grigio della polemica politica di questo momento, segnato dalla deriva autoritaria di un governo di inetti pericolosi (buoni a niente, ma capaci di tutto) ad alcuni è sfuggita forse l’importanza dell’ultima presa di posizione di Matteo Salvini, pari solo, per l’influenza che avrà in futuro, a quella svolta nazionale che Salvini stesso impresse alla Lega alcuni anni or sono. Mi riferisco alla “Alternativa liberale”, che il leader della Lega ha annunciato in conferenza stampa, presentando il progetto di ricostruzione nazionale contro lo statalismo e l’antidemocrazia, che sta preparando insieme ad imprenditori, amministratori e mondo del lavoro, per un futuro centrodestra di governo, ormai arrivato ad essere maggioranza stabile nel Paese. Perché, prima o poi, si tornerà a votare, anche se Giuseppe Conte “l’Indossatore”, pronto ad infilarsi in tutti gli abiti di scena, dal diplomatico al populista, dalla paglietta all’inquisitore, da destra a sinistra, oggi sembra incedere in orbace, con tanto di stivaloni (che però a lui vanno larghi) e nei suoi sogni più rosei sembra vagheggiare di prolungare la quarantena della democrazia il più a lungo possibile.

Un’alternativa liberale vuole dire tante cose, la prima delle quali è riaprire tutto il prima possibile, per riprendere a produrre e a commerciare, generando denaro vero con cui permettere nuovi investimenti (anche negli ospedali) e non semplicemente denaro in prestito ad aumentare il già enorme debito pubblico, operazione che, pur se necessaria per superare lo shock immediato, non può assolutamente costituire una politica a lungo termine se non si vuole, pur spostandola in avanti, ingigantire la catastrofe. La seconda........

© L'Opinione delle Libertà


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