La Quarta Sinfonia di Mahler seduce l’Auditorium di Roma

All’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Quarta Sinfonia di Gustav Mahler ha trovato un interprete di straordinaria sensibilità in Daniel Harding, protagonista di una lettura di rara trasparenza espressiva, capace di restituire la complessità spirituale e timbrica di una delle opere più enigmatiche del repertorio mahleriano.

Fin dalle prime battute, Harding ha imposto una visione lucida e insieme poetica della partitura, evitando ogni ridondanza retorica e privilegiando invece un equilibrio interno di grande eleganza, nel quale ogni dettaglio orchestrale sembrava emergere con naturalezza quasi cameristica.

La Sinfonia n. 4 rappresenta un unicum nell’universo mahleriano, perché essendo meno monumentale rispetto alle grandi architetture delle sinfonie centrali, essa custodisce tuttavia una profondità metafisica non meno intensa, filtrata attraverso una scrittura che alterna leggerezza ironica, nostalgia e contemplazione.

Harding ha colto con finezza proprio questa ambivalenza, modellando il suono orchestrale con gesto misurato e controllo assoluto delle dinamiche.

Il primo movimento è apparso animato da una vitalità mobile e luminosa, ma mai superficiale, in cui il direttore britannico ha saputo........

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