Iran: l’eco venezuelano preoccupa più delle proteste
Lo sfratto al regime degli ayatollah sta bussando alla porta? Gli “avvisi” sono stati molti, soprattutto dopo l’assassinio di Mahsa Amini nel 2022 ad opera della “Polizia morale” e company, braccio sadico del regime iraniano. Ma il lontano, ma vicinissimo, echeggiare dei fatti del Venezuela, sicuramente accentua il volume dei colpi che scandiscono un inevitabile sloggiamento dei cupi attori che da quasi 50 anni soffocano il popolo iraniano. Tanto è che una singola protesta scaturita una settimana fa da parte dei negozianti nel gran bazar di Teheran, contro il gravoso crollo dell’economia iraniana, si è espansa rapidamente in oltre 20 delle 31 province iraniane. Le manifestazioni caratterizzate da un crescente coraggio, hanno coinvolto studenti, commercianti e cittadini, che spinti da un abissale diversità di concezione della vita, rispetto all’oppressivo regime, ormai non temono di subire ritorsioni, consci dell’attenzione internazionale, ma anche di evidenti congiunture che spingono verso una ormai organizzata alternativa al governo degli ayatollah.
Ma quali sono, ad oggi, i colpi che fanno tremare l’ormai scheletro del regime? Indubbiamente, la Repubblica islamica è uno dei Paesi più........
