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Iran: il silenzio di Israele e della Comunità internazionale

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19.01.2026

L’eroico popolo iraniano, quello non allineato con l’oscuro e carnefice regime degli ayatollah, ha lottato e sta lottando per raggiungere una libertà che possa portate a sostituire l’atroce dittatura teocratica, interpretata dai fasulli dottori della legge islamica, gli Ulema, sotto la “bacchetta” della Guida suprema, con un sistema socio-politico rappresentato da una democrazia secolare, che esclude la religione dalla vita dello Stato. Un contesto non nitidamente decifrabile quello che sta caratterizzando la Repubblica islamica in questi ultimi giorni, a causa della forte spinta teorica all’insurrezione data da Donald Trump ai manifestanti, con la promessa di un intervento militare risolutivo, ma frenato nel momento più critico dell’oppressione governativa. In pratica, il congelamento di un’azione militare statunitense, per dare il colpo di grazia ad Alì Khamenei, la Guida suprema, è stata verosimilmente patteggiata con l’altro congelamento riguardante l’esecuzione capitale di numerosi manifestanti arrestati, ma in particolare la sospensione, non l’annullamento, dell’impiccagione del giovane Erfan Soltani (anche se, in queste ore, gira voce che il dissidente sia stato ucciso fuori Teheran).

L’eventuale caduta del Regime degli ayatollah, dopo 47 anni, aprirebbe scenari geopolitici che tratteggerebbero un nuovo ordine mediorientale, già in stato di avanzamento. Intanto un anticipo del colpo di grazia è già stato inferto sia alla Mezza luna sciita, prima strutturata con la Siria sciita, tramontata dopo la deposizione di Bashar al-Assad, Hezbollah libanesi, Houthi yemeniti e varie milizie sciite in........

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