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Iran: chi sono i carnefici

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26.01.2026

La carneficina organizzata dalla dittatura teocratica iraniana ha rivelato alcuni aspetti, non particolarmente messi in risalto, della strategia oppressiva esercitata sugli inermi manifestanti. Grandi difficoltà si hanno nel poter computare i morti della repressione, sia per le difficoltà di comunicazione, la rete Internet è sospesa ed i sistemi di messaggistica funzionano a momenti, ma quei pochi sms che estemporaneamente escono dalla Repubblica islamica, ai quali è difficile rispondere per le stesse cause, e le testimonianze che rocambolescamente riescono a superare i confini iraniani, rivelano le agghiaccianti situazioni affrontate nei pronto soccorso sia di Teheran che di altre città.

Alcuni operatori sanitari che hanno potuto inviare frammentati messaggi ai connazionali presenti oltre confine, hanno affermato che dall’8 gennaio nei punti di soccorso ospedalieri era necessario indossare stivali tanto era il sangue perso dai numerosi feriti lì portati in condizioni drammatiche. Il numero dei decessi viene stimato dai 15 ai 30mila civili, dati comunque in crescita; anche in questo caso la censura di regime sta tentando di nascondere all’esterno o sminuire l’entità di tale scempio, sottolineando invece all’interno la pesantezza della scure che si è abbattuta sui manifestanti. Ma la cosa certa è l’identità degli autori che in modo preponderante hanno eseguito la strage. Le forze di sicurezza, i Pasdaran, ovvero i protettori della Rivoluzione, i Basij – organizzazione paramilitare religiosa voluta dall’ayatollah Ruhollah........

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